Riccardo Foglietta
È stata inaugurata ieri sera, a partire dalle ore 21 nei locali del Palazzo Primavera di Terni, la mostra dal titolo “Contemporaneamentedonna”, all’interno della quale le cinque artiste Tamara Inzaina, Valentina Crivelli, Melissa Marchetti, Laura Patacchia ed Eleonora Anzini espongono, senza un tema ben preciso da seguire ma con la totale libertà di espressione, il loro personale pensiero dell’arte e sull’arte attravaverso foto, dipinti, sculture ed installazioni. L’allestimento tematico, a cura di Chiara Ronchini, è stato organizzato dall’Amministrazione Comunale di Terni per la Giornata Internazionale della Donna ed ha previsto al suo interno la performance teatrale “Errore 404”, basata su di un testo liberamente tratto da “Il gabbiano” di Čechov, interpretata dalla poliedrica Valentina Crivelli ed acccompagnata dalle improvvisazioni musicali di Alessandro Petrucci (tastiera e tromba) e Maurizio Ruggeri (basso). Le opere (esposte fino al 15 aprile) sono collocate in spazi distinti, permettendo così al pubblico di visitare cinque mondi diversi, cinque modi di fare e di vivere l’arte collegati fra loro dal filo rosso di una storia in cui le protagoniste sono le donne. Tamara Inzaina ha presentato “Woman” (“La mia arte muta con me, nessun tipo di arte può dare emozioni se non si attinge da una parte di realtà…La mia arte, in questo caso Woman, deve dare energia, spingere la gente a fare qualcosa di speciale…”), Valentina Crivelli “Mater dolorosa” (“Io, quando dipingo, non sento niente. Niente, dico, che abbia a che fare con quella roba che si aspetta la gente quando ti chiede: cosa senti quando dipingi?… Solo ansia: l’ansia di finire…Finito: spazzolone, straccio. Penso che in realtà dipinga per questo: l’ebbrezza impareggiabile di mettere in ordine dopo il caos…), Melissa Marchetti “Raccontare una donna” (In verità nelle foto il fotografo ricerca se stesso…quello che fotografo è un’idea che mi sono fatta”), Laura Patacchia “Amabile instabile” (“Non credo che per me ci sia una finalità nel fare, ma soltanto la necessità di una specifica “ricerca” che parte comunque e sempre dal disegno…Nelle installazioni accade la stessa cosa: le stanze e i luoghi e le persone diventano per me esperienze da approfondire e riproporre. Lo spazio è una materia da plasmare…”), Eleonora Anzini “42 mq” (“Amo le persone e fotografarle. Mettere le cose a confronto ed inventarci storie”). Nel suo complesso la mostra sembra suggerire un parallelismo fra arte contempornea ed universo femminile, parallelismo che trova espressione nel coraggio, nella sensibilità, nella contraddittorietà e nella creatività delle opere esposte.
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