Arriva la rivoluzione per la protesi dell'anca: il rivestimento in ceramica - Tuttoggi.info

Arriva la rivoluzione per la protesi dell’anca: il rivestimento in ceramica

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Arriva la rivoluzione per la protesi dell’anca: il rivestimento in ceramica

Sab, 05/07/2025 - 13:03

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(Adnkronos) – ‘Addio’ al metallo nelle protesi all’anca. E’ arriva l’attesa rivoluzione per l’artroplastica che avrà la possibilità di usare il rivestimento in ceramica (CoCHR) in Europa. L’azienda MatOrtho ha annunciato di aver ricevuto il marchio Ce e la conferma della conformità agli standard europei di sicurezza e prestazioni per il suo ReCerf*, il primo impianto di rivestimento dell’anca in ceramica disponibile in commercio al mondo. L’impianto è stato approvato per la prima volta dalla Therapeutic Goods Administration australiana nel novembre 2024. Dal suo primo utilizzo nel 2018, sono oltre 1.600 i pazienti che hanno ricevuto il dispositivo. “I risultati riferiti dai pazienti sono estremamente positivi e il tasso di revisione rimane molto basso fino a sei anni”, sottolinea l’azienda.  

L’arrivo del nuovo rivestimento rivoluzionerà il settore della chirurgia dell’anca e cambierà anche l’aspettiava per le pazienti. In Italia ogni anno vengono effettuati 100.000 interventi, un dato in crescita. Una volta terminate tutte le procedure già entro fine anno il nuovo rivestimento dovrebbe essere a disposizione degli specialisti italiani. “La novità rivoluzionaria è il materiale: la ceramica è biocompatibile e questo permette di risparmiare osso durante l’intervento. La genesi è un brevetto che rende la ceramica ‘porosa’ e la superficie integrabile perfettamente con l’osso. Mentre prima serviva un sfoglia di titanio altrimenti l’osso non si integrava. Ecco che ‘salta’ la necessità di usare il metallo”, spiega all’Adnkronos Salute Alessandro Calistri, specialista in Chirurgia Ortopedica e Traumatologica dell’anca e docente in Chirurgia protesica dell’anca della Scuola di specializzazione Ortopedia e Traumatologia dell’Università di Roma Sapienza.  

I dati dello studio che accompagna il via libera, pubblicato su ‘Bone & Joint’, “dimostrano un eccellente miglioramento dei risultati riferiti dai pazienti e una sopravvivenza fino a cinque anni, indipendentemente dal sesso o dalle dimensioni dell’impianto, confrontandosi favorevolmente con la MoMhr” ovvero protesi con rivestimento metallo su metallo. (segue)  


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