Ha lasciato scossa e incredula un’intera comunità l’arresto per terrorismo del 17enne di Pescara, residente da pochi mesi in un quartiere residenziale di Umbertide, dove ieri mattina (30 marzo) ha avuto luogo l’atto finale dell’operazione dei carabinieri del Ros.
Un profilo insospettabile
Il giovane, descritto dai vicini come “introverso” e spesso visto “con pantaloni in stile militare“, frequentava regolarmente il liceo del campus locale con un rendimento discreto. Nulla, nel suo comportamento quotidiano, lasciava presagire l’abisso ideologico in cui era sprofondato. Eppure, dietro quella facciata di normalità, si nascondeva una vita parallela alimentata da odio e radicalismo digitale, con la quale stava pianificando (sembra fin dal 2024) una strage scolastica ispirata al massacro della Columbine (negli Usa) avvenuto nel 1999.
La rete del radicalismo e i “Santi” da emulare
Le indagini, coordinate dalla Procura per i Minorenni dell’Aquila, hanno portato alla luce l’appartenenza del giovane a canali Telegram e piattaforme online riconducibili all’estremismo neonazista, suprematista e misogino. In questi spazi virtuali, il ragazzo non si limitava a fruire di contenuti, ma condivideva attivamente manuali tecnici per la costruzione di ordigni e armi con tecnologia 3D.
Il suo piano era un progetto meticoloso nato dalla glorificazione degli attentatori di massa, – come i responsabili delle stragi di Oslo, Utoya e Linwood – elevati al rango di “santi” da emulare. Nelle chat, il ragazzo esprimeva chiaramente l’intenzione di colpire un istituto scolastico di Pescara, sua città d’origine, con l’obiettivo finale di togliersi la vita.
Il materiale sequestrato
Durante la seconda perquisizione nell’abitazione dove viveva con la madre – la prima era avvenuta a la luglio scorso per accuse simili -, i militari hanno rinvenuto elementi che confermano la “pericolosità sociale” del minore: dalle istruzioni per la sintesi del Tatp (noto come “madre di Satana”) ai vademecum per il sabotaggio dei servizi pubblici; disegni e schemi per la fabbricazione in casa di una pistola mitragliatrice 9 mm a materiale inneggiante alla violenza contro le minoranze e la comunità Lgbtq+.
Le reazioni della comunità
La notizia ha scosso profondamente Umbertide. Il sindaco Luca Carizia ha definito l’accaduto “fatto molto grave”, ringraziando le forze dell’ordine per aver sventato una potenziale tragedia. Anche il mondo della scuola è sotto shock: i docenti descrivono il ragazzo come un bravo studente oltre che impegnato persino nel volontariato, rendendo ancora più difficile comprendere come abbia potuto abbracciare tesi così estreme.
Attualmente, il giovane è stato trasferito in un istituto penale minorile, mentre le indagini proseguono per individuare eventuali complici all’interno della rete sovversiva che, con lo slogan “Sangue e Suolo”, cercava di reclutare nuove leve per la causa suprematista.