Rimpatriato il 29enne che nei giorni scorsi era stato arrestato per il presunto tentato rapimento di una bambina alla stazione di Fontivegge e poi liberato.
Il personale della polizia di Stato di Perugia ha infatti dato esecuzione ad un provvedimento di espulsione dal territorio Nazionale a carico di un cittadino gambiano, classe 1997, gravato da numerosi precedenti di Polizia, che negli scorsi giorni era stato arrestato nei pressi della Stazione di Fontivegge.
L’uomo, nella giornata di sabato, era stato accompagnato in Questura e messo a disposizione del personale dell’Ufficio Immigrazione che, attesa la posizione di irregolarità dello stesso sul territorio nazionale, nonché la pericolosità sociale, aveva avviato la procedura per l’espulsione coattiva – con scorta internazionale di polizia – al fine di assicurare il rimpatrio dello stesso in Gambia.
Il cittadino straniero era già stato attenzionato dal personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura, in quanto, oltre ad essere privo del permesso di soggiorno, si era reso protagonista di altri gravi episodi posti in essere nel Capoluogo, anche avverso appartenenti delle forze dell’ordine. Per tali motivi, questa mattina, al termine del procedimento con il quale il giudice di pace ha convalidato l’accompagnamento coattivo in Frontiera, ottenuto l’ultimo dei nulla osta necessari all’espulsione, il 29enne è stato condotto presso l’aeroporto di Roma – Fiumicino dal personale della Questura che lo scorterà fino al suo paese d’origine.
Un epilogo giudicato positivamente dai rappresentanti istituzionali di destra e di sinistra.
“Il rimpatrio di questo soggetto rappresenta una risposta concreta dello Stato di fronte a un episodio gravissimo che aveva profondamente colpito l’intera comunità perugina, nonostante il tempestivo ed efficace intervento delle Forze dell’ordine” – dichiara il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco.
“Il provvedimento adottato dal questore, che ringrazio per il lavoro svolto insieme agli uffici della Polizia di Stato – prosegue Prisco – dimostra la prontezza delle nostre istituzioni. Soggetti che si rendono protagonisti di fatti così gravi sono incompatibili con la nostra comunità e, quando la legge lo consente, è giusto che vengano allontanati immediatamente dal territorio nazionale. Rinnovo il mio ringraziamento agli agenti della Polizia di Stato che, intervenendo con straordinaria tempestività, riuscirono a bloccare l’uomo e a restituire la bambina alla madre, evitando conseguenze che avrebbero potuto essere ben più drammatiche. In casi come questo non possono esserci giustificazioni né tentativi di minimizzazione: la tutela dei cittadini, soprattutto dei più piccoli, viene prima di tutto”.
“Anche grazie alle nuove norme dei Decreti Sicurezza – conclude il sottosegretario – lo Stato dispone oggi di strumenti più efficaci per intervenire nei confronti di chi rappresenta un pericolo per la collettività. Chi commette reati gravi e non ha titolo per restare in Italia deve essere espulso. Legalità e sicurezza restano priorità assolute dell’azione del Governo Meloni e tutte le istituzioni devono continuare a lavorare nella stessa direzione, perché senza sicurezza non può esserci piena libertà”.
Commenti positivi all’epilogo della vicenda arrivano anche da Palazzo dei Priori. In una nota del Comune di Perugia si afferma che il rimpatrio “rappresenta una risposta concreta a un episodio che ha profondamente colpito l’opinione pubblica cittadina”.
“In questi giorni – informa la sindaca Vittoria Ferdinandi – sono stata in contatto con la mamma per farle sentire la vicinanza mia e dell’intera comunità perugina in un momento di profondo turbamento e grande sofferenza. Oggi desidero ringraziare le forze dell’ordine e le autorità competenti, con le quali ho mantenuto un dialogo continuo per seguire l’evolversi di questa vicenda e garantire la massima collaborazione istituzionale. La tutela dei bambini e delle persone più fragili costituisce una priorità assoluta e questa risposta dimostra quanto sia fondamentale il lavoro coordinato dello Stato sul territorio”.
Per il consigliere comunale con delega alla sicurezza urbana Antonio Donato “l’esito di questa vicenda, con l’avvio delle procedure di rimpatrio del soggetto interessato, conferma il valore di un’azione istituzionale rapida, coordinata e fondata sul rispetto della legalità. Quando ciascuna autorità opera nell’ambito delle proprie competenze e in piena collaborazione con le altre, si rafforza concretamente la sicurezza della comunità e si offre ai cittadini una risposta efficace. È questa la direzione nella quale continueremo a lavorare, con l’obiettivo – conclude – di garantire la massima tutela delle persone e, in particolare, dei minori”.