Archeologia industriale e cultura, la Cascata delle Marmore diventa teatro naturale

Archeologia industriale e cultura, la Cascata delle Marmore diventa teatro naturale

Ecco la rassegna “Archeologia industriale e vernacolo: il dialetto delle nostre tradizioni”

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Marmore non vuol dire solo Cascata. La sua storia e quella del paesino che le dà il nome, sono infatti strettamente legate alla prima industrializzazione di Terni, cominciata a fine Ottocento. Una memoria che si fa sempre più labile e che, ahimè, rischia di scomparire irrimediabilmente: a tenerla in vita ci prova la Pro Loco Marmore, con un ricco programma di eventi.

Archeologia industriale en plein air situato lungo il sentiero n.5, si presenta come un museo a cielo aperto che riunisce sei grandi manufatti provenienti dalle centrali idroelettriche di Galleto e Narni: turbine delle tipologie Kaplan e Francis, e distributori di flusso per turbine. Realizzato nell’ambito della prevista riqualificazione di tale sentiero 5 della cascata delle Marmore, il parco potenzia il percorso didattico sugli impianti idroelettrici locali in parte già presente ai Campacci, fra le cisterne che servivano per la captazione delle acque che poi attraverso le condotte forzate venivano portate a valle per produrre l’energia elettrica necessaria a funzionare i tanti stabilimenti del ternano, acciaieria in primis. Ma la collocazione dei macchinari in questa zona ha una logica molto più evidente se si pensa che questa era proprio l’area dove veniva captata l’acqua e portata a valle attraverso delle condotte forzate, e che oltre a questi enormi macchinari di acciaio (autoprodotti dalle acciaierie) sono presenti ancora le cisterne che servivano per la raccolta dell’acqua.

A tanta storia, natura, bellezza, opere di ingegneria, archeologia industriale, affiancheremo un evento tradizionale, consolidato negli anni “Archeologia industriale e vernacolo: il dialetto delle nostre tradizioni” rassegna nazionale di teatro dialettale che si svolgerà dall’1 al 10 agosto 2019 presso il Belvedere superiore della Cascata delle Marmore, Parco Campacci (Libero Liberati). Si, proprio alla Cascata delle Marmore sito candidato al riconoscimento come patrimonio culturale ed immateriale dell’umanità, all’interno di un’area suggestiva e di notevole valore paesistico dalle grotte speleologiche presenti nel sottosuolo e al lato di quelle acque che tanti poeti hanno incantato, in un connubio perfetto tra natura, arte e allegria, in una location che non è solo una cornice scenografica, ma è una vera e propria miniera di bellezza e magia.

Nel periodo prescelto, alla Cascata delle Marmore, sito candidato al riconoscimento come patrimonio culturale ed immateriale dell’umanità, si alterneranno le migliori compagnie teatrali amatoriali provenienti da tutta Italia che porteranno in scena commedie in vernacolo di autori contemporanei, giovani talenti e traduzioni e adattamenti di capolavori teatrali.

Con l’innovazione e unicità della location, accessibilità, eccellenza qualitativa, diversità e multietnicità dei fruitori, arredo storico (accessibile a tutti anche a portatori di handicap) oltre a cultura e tradizione – con la messa in scena di commedie dialettali comiche – si può far ridere e sognare anche chi ormai sogni non ne ha più! Sì, perché per la Pro Loco Marmore ridere è una cosa seria!

Perché il dialetto?

Perché è l’espressione di un popolo, è come una spugna che assorbe fatti, episodi, luoghi, persone e che restituisce fatti, episodi, luoghi, persone con profilo e identità precisi, ma soprattutto con un’anima. L’importanza del dialetto, sta nel fatto che è vicinissimo alla vita quotidiana e verace della gente e rappresenta una diversità di radici storiche, di culture, di esperienze umane che non deve andare perduta.

Perché è un patrimonio culturale da tutelare. Valorizzarlo significa farne apprezzare il legame intimo e particolare con il territorio, le capacità espressive, i contenuti comici, poetici, ironici. Renderlo testo teatrale significa continuare una tradizione che ha radici antichissime e un ruolo di rilievo nell’ambito delle arti performative italiane. I dialetti sono lingue soprattutto perché, così come tutte le altre lingue, sono in grado di esprimere qualsiasi cosa. Molti pensano che con il dialetto si possa parlare solo delle cose più comuni come fare la spesa, commentare le partite di calcio, scherzare con gli amici. Ma questo non è vero: esiste infatti una tradizione di uso del dialetto anche in attività considerate ‘elevate’, come per esempio in letteratura. Come noto infatti, il napoletano, con le sue parole, non è “un dialetto ma bensì una lingua”. A dirlo è l’Unesco, tanto da riconoscerlo come patrimonio per l’intera umanità!!

Perché questo intervento educativo, sociale, ambientale, umanitario?

Perché la Pro Loco Marmore opera non solo nella valorizzazione del territorio, ma anche nella promozione sociale e umana. Quindi, perché non unire tali obiettivi nello stesso progetto? Perciò teatro, dialetto, educazione socio-culturale, integrazione, tradizioni e archeologia… alla Cascata delle Marmore non manca nulla.

La location, che è quanto di più straordinario la natura possa offrire, l’arredo storico (accessibile a tutti anche a portatori di handicap), la cultura, la tradizioni faranno sognare anche chi ormai sogni non ne ha più.

L’evento

L’evento, della durata di dieci giorni, è rivolto a tutti e a tutte le fasce di età, con particolare riguardo ai minori, giovani, anziani, all’integrazione, alle fasce sociali più deboli e con problemi di handicap.

Il nostro territorio è ricco di natura, arte, archeologia, storia, cultura e tradizioni: tutto ciò che ci occorre per poter organizzare eventi e appuntamenti annuali, i cui destinatari sono bambini, ragazzi, anziani, persone con handicap, famiglie intere, persone vulnerabili e in situazione di difficoltà o di disagio socio-economico, nell’auspicio che possano essere apprezzati e ricordati per la loro ‘unicità’. Divertirsi per conoscere, con allegria, in uno straordinario connubio tra natura, arte, archeologia, tradizioni, sociale, cultura, turismo, in una location unica per la sua naturale bellezza e facilità di accesso.

Perché il teatro? Perché questo intervento educativo, sociale, ambientale, umanitario? Perché alla Cascata delle Marmore?

A Terni non c’è più un teatro.

Consapevoli che il teatro da emozioni che la televisione non può dare, a Marmore lo abbiamo creato! Gli spazi teatrali si stanno riducendo per motivi vari? Nostro compito è ritagliarci uno spazio maggiore anche per il fatto che noi produciamo cultura. Non soltanto due orette di svago, ma produciamo cultura, perché quando uno prende in mano un copione sta lavorando su un’opera e non sta lavorando sul niente. La cultura ha bisogno del teatro e viceversa.

Si, d’estate si fa teatro al Sentiero 5, all’interno di un’area suggestiva e di notevole valore paesistico, grazie alla presenza della Cascata delle Marmore, al centro di un monumentale parco di archeologia industriale a cielo aperto.

La validità della manifestazione è stata riconosciuta anche dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero dei beni e delle attività culturali che, insieme a Regione Umbria, Provincia Terni, Comune Terni, Camera di Commercio Terni, UNPLI, UILT, Confcommercio Terni, Confartigianato Terni, Terre di San Valentino, CNA Umbria, hanno concesso il patrocinio, e questo per la Pro Loco Marmore è un bel fiore all’occhiello.

I gruppi teatrali

L’evento sta crescendo, giunto ormai alla sua settima edizione nazionale, ha raccolto quest’anno ben 38 richieste di partecipazione da parte di Compagnie teatrali provenienti da tutta Italia (e anche più d’una proveniente dalla stessa città):

Acquaviva Picena (AP), Ancona, Angiullara Sabazia (RM), Arezzo, Ascoli Piceno, Bagliano di Spoleto (PG), Baronissi (SA), Bisceglie (BT), Campello Sul Clitunno (PG), Casagiove (CE), Castiglion del Lago (PG), Circonvallazione Ostienze (RM), Latina, Loreto, Macerata, Magione, Montevarchi (AR), Napoli, Narni, Orvieto, Penne (PE), Perugia, Principina Terme (GR), Rieti, Tuglie (Lecce) Vico Equenze (NA), Montefiascone (VT) ecc
ed è stato davvero difficile scegliere chi avrebbe animato le nostre serate ternane. Sono stati interessati, per l’ospitalità degli artisti e loro seguito, operatori commerciali attraverso convenzioni con alberghi, ristoratori locali, società di servizi per la promozione del territorio.

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