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Approvato il Difensore Civico provinciale, sarà a disposizione di tutti i comuni della Provincia di Perugia

Un difensore civico unico a disposizione di tutte le comunità dell’Umbria senza più aggravi onerosi per i Comuni in fatto di stipendi e di personale assegnato agli uffici preposti. Con questa nuova svolta il Consiglio provinciale di Perugia ha attuato le richieste del Governo per il contenimento dei costi di alcuni servizi a carico degli enti locali. In questa maniera invece di avere potenzialmente un difensore civico in ogni comune medio-grande, sarà istituito uno per tutti quei municipi che si convenzioneranno con la Provincia. “Ancora una volta come Consiglio e come Provincia – ha spiegato Giacomo Leonelli, presidente del consiglio provinciale di Perugia – abbiamo dato una risposta alle esigenze sia dei cittadini in fatto di tutela che dei Comuni alle prese con un drastico contenimento della spesa locale. Il servizio del difensore civico sarà a disposizione di tutte quelle comunità che ad una cifra equa vorranno convenzionarsi con il nostro ente. Il difensore civico non è il censore dei provvedimenti delle amministrazioni, ma è il guardiano che controlla gli abusi della burocrazia a danno del cittadino”. Il vice-presidente del Consiglio Bruno Biagiotti ha spiegato “che con questo provvedimento eviteremo di avere difensori civici sparsi per il territorio a costi che oggi nessuno può più permettersi. I cittadini per le loro pratiche, senza venire a Perugia, potranno rivolgersi alla nostra istituzione in via telematica o tramite il comune di appartenenza inviare il tutto”. La Provincia insieme all’Anci stanno sentendo i vari comuni per effettuare l’accreditamento al servizio che una volta terminata porterà alla nomina ufficiale del “difensore provinciale”. Ma al di là del risultato raggiunto il presidente Leonelli non nasconde l’amarezza per la nuova accelerazione sulla chiusura delle Province al Consiglio europeo da parte del Governo Berlusconi: “Ci troviamo in fase schizofrenica: da un parte si vuole abolire l’ente intermedio, dall’altra si continuano ad affidare ruoli e servizi di area vasta a sostegno dei comuni. Questo dimostra come l’ordinamento istituzionale dei territori senza la Provincia non sia così facile da portare avanti”. Anche il vice-presidente Biagiotti, senza critica il Governo, ha avallato questa tesi: “Io ricordo che in Europa su 26 Paesi ben 24 hanno un ente intermedio di area vasta e soltanto due – di piccole dimensioni geografiche – invece ne fanno regolarmente a meno”.