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APPALTOPOLI PERUGIA: CONSIGLIO PROVINCIALE ISTITUISCE UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA

Redazione

APPALTOPOLI PERUGIA: CONSIGLIO PROVINCIALE ISTITUISCE UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA

Mer, 02/07/2008 - 12:52

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APPALTOPOLI PERUGIA: CONSIGLIO PROVINCIALE ISTITUISCE UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA

Sulla vicenda degli appalti, che ha portato a numerosi arresti nei giorni scorsi e che vede coinvolta la Provincia di Perugia, il Consiglio provinciale ha approvato con 19 voti favorevoli l'istituzione della commissione d'inchiesta, di 9 membri (da nominare), richiesta dai gruppi consiliari di maggioranza alla Provincia di Perugia. Le minoranze, non condividendo la proposta, non hanno partecipato al voto ed hanno lasciato l'aula.

Un lungo e acceso dibattito nell'assise consiliare ha visto succedersi numerosi interventi di Consiglieri sia di maggioranza che di minoranza e del Vice Presidente dell'Ente Palmiro Giovagnola. Il primo firmatario della richiesta, il capogruppo Pd Lazzaro Bogliari, ha motivato l'esigenza della costituzione della Commissione affermando la necessità di “comprendere e capire i punti critici e proporre sistemi di controllo e trasparenza, apportando eventuali modifiche ai regolamenti”. Per Ivo Fagiolari, capogruppo di Fi, “l'obiettivo della maggioranza è quello di coinvolgere le minoranze in questo passaggio”. Inoltre, secondo Fagiolari, la Giunta, con le sue ultime misure (gruppo tecnici e ufficio ispettivo) “ha voluto spostare il tiro su orari di lavoro e assenteismo, quando invece il problema è quello del controllo politico. Altra questione: la sostituzione dei dirigenti “effettuata scavalcando figure storiche e apicali”. Guido De Prisco (Prc) ha sostenuto l'esigenza della Commissione d'inchiesta che rappresenta “un segnale di vivacità da parte del Consiglio e lo riporta al suo ruolo di controllo” ed ha ricordato alle minoranze di non aver voluto accettare alcuna proposta. Per Giampiero Rasimelli (Pd), l'esigenza è quella di attuare un'azione unitaria e paritaria. E' necessaria, per Rasimelli, una forte iniziativa istituzionale che possa indicare la strada anche alle forze imprenditoriali della nostra regione, nel quadro di un rapporto istituzione-impresa visto con un occhio più vasto. Luca Baldelli (Prc) ha ribadito la questione centrale del rapporto tra mondo politico e mondo delle imprese e, in merito alla istituenda Commissione, l'ha definita “grande occasione politica per riappropriarsi di strumenti di controllo, con regolamenti più stringenti e poteri più ampi”. “Minimali” sono state per il capogruppo di An Bruno Biagiotti le azioni della Giunta a partire dall'inizio della vicenda appalti, “mentre sarebbe stato opportuno dare risposte immediate, chiare e trasparenti”. Criticando i numeri delle varie proposte sulla Commissione, Biagiotti ha sottolineato che il vero problema è quello del controllo politico degli atti amministrativi. “La Giunta – ha affermato Palmiro Giovagnola – sta affrontando una situazione di particolare complessità in un momento di grave rischio di paralisi dell'Ente. Ci siamo voluti assumere le nostre responsabilità provando a percorrere la strada di rispondere alla gestione delle emergenze. La Giunta si avvale di un gruppo di tecnici per ripartire con la manutenzione delle strade, i dragaggi, i lavori nelle scuole. I dirigenti sono stati sostituiti con l'obiettivo di dare funzionalità alla macchina: quindi nomine ‘di rottura' rispetto alle aree coinvolte e puntando anche verso le nuove generazioni. Il Servizio Ispettivo rappresenta in realtà una garanzia per la stragrande maggioranza dei dipendenti provinciali che fanno il loro dovere. Da sottolineare che il nostro Ente ha una media relativa alle assenze (escluse le ferie) di 17,8 giorni su base annua, a fronte di una media nazionale di 22,7 giorni, collocandosi tra le 30 migliori. Non capisco a tal proposito l'attacco sferrato dalla Rsu. Sia chiara una cosa: la Giunta non è succube della Rsu e non deve chiedere ad essa cosa può o non può deliberare.

Sarebbe opportuna una Commissione condivisa che cerchi di uscire in positivo con nuove regole e più controlli”. Lorenzo delle Grotti (Pse) ha ricordato ai consiglieri “l'obbligo morale e politico di ripartire in tempi rapidi per dare risposte ai cittadini e l'opposizione non può esimersi”. Domenico Caprini (Pd), sottolineando l'esigenza di una commissione con la presenza di tutti, ha ricordato che il Consiglio è chiamato a tutelare gli interessi dei cittadini e dei dipendenti dell'Ente e che negli uffici sensibili si può adottare la rotazione breve non solo dei dirigenti ma anche dei funzionari. Diverso il punto di vista di Giovanni Ruggiano (An), contrario ad approvare ‘troppo tardi' la proposta della maggioranza che ‘vuole scaricare sugli altri le proprie responsabilità'. Riguardo alla paralisi dell'Ente, per Ruggiano c'è dell'altro personale che ‘può e deve assumersi le proprie responsabilità dovute al grado e allo stipendio'. Per Fiorello Primi (Pd) la Commissione deve ‘approfondire situazioni, acquisire dati e informazioni ed evitare il ripetersi di quanto accaduto, impedendo che i disonesti possano insinuarsi all'interno dei sistemi'. Per Luigi Andreani (gm) quanto accaduto ‘è un guasto da usura della situazione umbra che da 60 anni non ha alternanza'. Rispetto alla Commissione, Andreani, ha affermato che la maggioranza ‘ha messo i paletti e la minoranza non può accettare'. Per Sandro Ceccarelli (Pdci) ‘le Istituzioni sono l'essenza della democrazia e vanno salvaguardate comunque, con senso di responsabilità' ed ha ribadito la necessità di sostituire con urgenza la Commissione. Anche Riccardo Petroni (Pd) ha sostenuto la validità della Commissione che ‘permette al Consiglio il recupero di una nuova dignità e la possibilità di un intervento normativo'. Al termine la Presidente del Consiglio Annina Botta, illustrando l'iter per la messa in votazione della proposta, ha sottolineato ‘l'importanza della commissione quale strumento di verifica e controllo che restituisce una dignità maltratta da eventi più grandi di noi'.


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