Riceviamo e pubblichiamo dall’Associazione Nata Libera Perugia:
Apertura della caccia, rito e festa appanate da odio ideologico e brutta politica. Un decadimento civile e morale che trapassa sottile la società regionale emerge sempre di più, anche verso le nostre tradizioni più autentiche e ancestrali.
Non si può parlare di caccia oggi in Umbria senza ricordare con commozione i due gemelli cacciatori di 22 anni Francesco e Giacomo Fierloni, che il 22 aprile scorso persero la vita toccando accidentalmente con una asta i fili di una linea elettrica mentre cercavano di recuperare un piccione nelle campagne di Magione.
Una tragedia segnata vergognosamente da odio indifferenza immoralità indicibili. I social furono conferma agghiacciante del disprezzo della vita di due giovani anteponendo quella di un piccione, e l’odio verso la figura dei cacciatori.
Gravissimo anche l’atteggiamento politico del campo largo in Parlamento. Che persegue una campagna di odio e falsità verso le modifiche alla legge sulla caccia 157/1992. Modifiche e cambiamenti che in altri paesi esistono da decenni.
Tutela della Biodiversità e un migliore equilibrio faunistico, tutela delle coltivazioni agricole, degli allenamenti, ma anche un vero controllo delle specie selvatiche di grossa mole che incidono sulla sicurezza stradale e urbana.
La seria politica non dovrebbe opporsi mai al buon senso e interessi generali della società per misera speculazione di parte.
L’ inizio della stagione di caccia in Umbria è tardivo rispetto alle sedici regioni che cacciano dai primi giorni di settembre. Ma non solo: la caccia è già iniziata in molti Paesi europei, a sud del Mediterraneo quasi ovunque, nei Balcani.
Viene vietato assurdamente il prelievo tradizionale della tortora selvatica, nonostante la presenza diffusa e molto importante.
La predazione fuori controllo cancella quasi totalmente la presenza della selvaggina nobile stanziale. Confermando il fallimento totale degli Ambiti territoriali di caccia, organi politico burocratici del tutto inutili, tanto amati da una certa parte politica che addirittura raddoppia la tassa verso i cacciatori.
Lo spirito di festa dell’apertura della caccia resta intatto nel tempo e nei rapporti di amicizia e socialità più autentica. Nella sostanza, il mondo venatorio sano, autentico ed evoluto sa ben distinguere limiti, nemici e speculazioni di ogni genere provenienti anche da parte di associazioni venatorie che hanno responsabilità gravissime, complicando ciò che sarebbe semplicissimo.
Associazione venatoria ambientale Nata Libera Perugia
Il presidente Enrico Todini