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APERTO A NORCIA IL CONVEGNO DI “MAGNA CARTA”. DIGNITA' E PERSONA UMANA I TEMI DELL'INCONTRO (foto)

“La sfida tecnologica e scientifica, i mutamenti sociali e le trasformazioni culturali stanno impegnando credenti e non credenti a fare di nuovo i conti con l'umano, con la sua identità e la sua dignità. Ci troviamo a Norcia perché la riflessione sull'umano, sulla sua natura e i suoi limiti, incalzati dal progredire talvolta incontrollabile della scienza, richiede sempre nuovi luoghi di confronto”. Il quinto convegno che la Fondazione “Magna Carta” ha voluto tenere questo fine settimana nella città di San Benedetto affronta uno dei temi più stringenti, ma anche attraenti e affascinanti, del nostro tempo: “La sfida antropologica”.

In attesa della partecipazione del Cardinale Camillo Ruini, in programma per domattina alle 9,45, questo pomeriggio, presso la Sala del Consiglio Maggiore del palazzo comunale, l'apertura dei lavori è stata affidata a due messaggi: quello del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo metropolita di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e quello del ministro della gioventù Giorgia Meloni. “Il tema dell'incontro – scrive Bagnasco – riveste un'urgenza e una centralità uniche, essendo evidente quanto il volto dell'umano sembra essere sempre più sfumato e vago. E' pertanto urgente ritrovare negli spazi della razionalità il cuore teoretico e propulsore dell'antropologia, essendo l'uomo il centro e il fine di ogni attività, della società e dello Stato”. La questione antropologica, non più appannaggio di filosofi e teologi, sta investendo molti ambiti del sapere e per la prima volta si è posta come priorità anche dell'agenda politica italiana. Dal dibattito sulla fecondazione assistita al caso di Eluana Englaro la politica è stata chiamata costantemente e ripetutamente ad intervenire su questioni come la vita e la morte.

“La tecnologia e la scienza – scrive il ministro Meloni – stanno fortemente determinando il cambiamento dei costumi e mettono in discussione, a volte aggrediscono, i valori che almeno dal mio punto di vista sono quelli della tradizione italiana ed occidentale. Mi spaventa – prosegue – la diffusione e l'affermazione del relativismo, minaccia prima della dignità e dell'essenza della dimensione dell'uomo. Sono una donna del mio tempo, non imprigionata in bigottismi o ipocrisie anacronistiche ma fiera della mia formazione culturale, fatta di tradizione, di cristianesimo, di rispetto con tutti, dato e preteso”. “Sono certa – conclude il suo messaggio – che i giovani italiani sapranno sfruttare tutti gli strumenti che la loro intelligenza, che la loro curiosità culturale gli mette a disposizione per poter trarre un corretto vantaggio dalle meraviglie della scienza, frutto dell'ingegno e dei principi dell'uomo”.

Sul tema oggetto del dibattito è intervenuto anche il sindaco di Norcia Gian Paolo Stefanelli, durante il suo saluto ai convegnisti e alle illustri personalità presenti, tra queste il senatore Gaetano Quagliariello, prefetto della Provincia di Perugia Enrico Laudanna e monsignor Luigi Negri.

“A mio avviso, una delle più importanti sfide antropologiche del nostro tempo – ha detto – è quella di preservare ed esaltare, in tutta la sua complessità e grandezza, il carattere unico della persona umana, nei suoi rapporti interculturali, nel contesto lavorativo, nell'ambito di una società in cui sempre più imperanti sono il progresso scientifico e tecnologico e in cui si registrano sempre più fenomeni di disgregazione sociale. In questa delicata e difficile cornice di riferimento, affermare il primato della persona, dei suoi diritti e della sua dignità, è una responsabilità sociale che deve andare oltre le semplici dichiarazioni di intenti e che deve concretizzarsi in azioni di governo precise”.

E un pensiero del primo cittadino non poteva che andare a San Benedetto, “il grande Santo – ha detto – che ha saputo trovare e mettere in pratica gli strumenti per vincere la ‘sfida antropologica' del suo tempo, dando piena dignità all'uomo e al lavoro. E ha fatto ancora di più – ha aggiunto – Con la sua Regola ha gettato le basi per un vivere concorde, per una pacifica convivenza di culture, pratiche sociali, religioni e costumi differenti. Oggi – ha esortato – se vogliamo scongiurare i conflitti, operare per il compimento della giustizia, affermare la pace e mettere al centro la persona e la sua umanità, dobbiamo ripartire da qui. Dall'insegnamento e dall'esempio lasciati in eredità da questo grande Santo, non a caso proclamato ‘Patrono Principale d'Europa'”.