Dopo l’istanza di accesso agli atti presentata da Forza Italia, il sindaco Valter Stoppini e l’assessore Scilla Cavanna fanno chiarezza sulle varie antenne che sono in corso di installazione sul territorio: nel caso di Capodacqua, l’antenna avrebbe inizialmente dovuto essere installata nell’area della Pro Loco. Tuttavia il sito non è stato ritenuto idoneo poiché “l’area è adibita a sede della Pro Loco e ad attività socio-culturali, richiede spazi di sosta ed è pertinenza del sito polivalente”, tra l’altro frequentata anche da bambini.
L’impianto è stato quindi realizzato su un terreno privato, dove però diverse sentenze del TAR e del Consiglio di Stato hanno già stabilito che i Comuni non possono vietare in modo assoluto e generalizzato l’installazione di antenne per la telefonia mobile, comprese quelle per il 5G – tema tra l’altro di competenza dello Stato, visto che le antenne sono quelle previste dal Piano ‘Italia 5G’, attuativo del PNRR che prevede entro il 2026, la realizzazione in Italia di nuovi siti radiomobili 5G rilegati in fibra ottica, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di una tecnologia all’avanguardia, anche nelle aree più svantaggiate e in digital divide.
“In presenza dell’accordo tra un gestore e un proprietario privato, sia esso relativo a un terreno o a un tetto, l’amministrazione comunale – dicono Stoppini e Cavanna – non può opporsi all’installazione invocando generiche motivazioni, perché l’autorizzazione può essere negata soltanto in presenza di specifiche violazioni urbanistiche, edilizie, paesaggistiche oppure in caso di incompatibilità con quanto previsto dal Piano comunale delle antenne”. E infatti quando il Comune ha avuto i margini per intervenire lo ha fatto: nel caso di Palazzo chiedendo un canone più alto all’azienda che metterà l’antenna, nel caso del terreno nelle vicinanze dell’ospedale ricordando addirittura il rischio frana presente in zona.