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Animali, presunti traffici di cani e 'deportazioni' in Germania – Enpa denuncia, comune smentisce

Redazione

Animali, presunti traffici di cani e 'deportazioni' in Germania – Enpa denuncia, comune smentisce

Sab, 11/05/2013 - 07:50

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Animali, presunti traffici di cani e 'deportazioni' in Germania – Enpa denuncia, comune smentisce

Luca Biribanti

La questione dei cani che partono per le adozioni in Germania, è un fenomeno di carattere nazionale, che sembrerebbe interessare anche Terni. In particolare si tratta della delicata situazione del canile di Stroncone che, secondo quanto riferito dall'Enpa, non sarebbe in possesso degli elementi necessari a documentare che i cani finiscano oltralpe per adozioni e non per secondo fini, poco chiari. Per far luce sulla vicenda ci siamo avvalsi dell'aiuto del membro della Consulta delle Associazioni Animaliste e guardia zoofila, Giuseppe Moscatelli: “l'attenzione è su tutto il territorio e attualmente mirata al canile di Stroncone, al centro delle polemiche perchè unico canile umbro dove vengono prelevati cani per adozioni internazionali” – questa la premessa per comprendere quanto Moscatelli ci ha detto. Il comune di Stroncone smentisce categoricamente, ed è lo stesso sindaco, Nicola Beranzoli, a lasciare una dichiarazione in merito a TO: “Un funzionario del nostro comune è appena tornato dalla Germania insieme con alcuni esponenti di associazioni animaliste e associazioni come Wwf. È stato documentato, con materiale fotografico, che i cani che partono da Stroncone godono in Germania di una vita ottima; vivono in case spaziose, pulite e con padroni che li amano”.
Il sindaco ci ha parlato di circa 250 foto scattate in Germania che avrebbe provveduto a inviare, ma, a 4 giorni dalla nostra richiesta nessuna foto è arrivata dal funzionario che avrebbe dovuto inviare una semplice mail.
Entriamo ora nel dettaglio della vicenda, partendo da quello che ci ha detto Giuseppe Moscatelli:
“Ogni animalista vorrebbe vedere il cane adottato da una famiglia e non finire magari in un altro canile o rifugio, tanto per svuotare un canile italiano. Dal 1991 il compito di prevenire il randagismo è stato affidato ai comuni che in sostanza hanno fatto ben poco per attuare tutte le misure che dovrebbero garantire la tutela dell'animale: microchip, incentivi alle sterilizzazioni”
Oltre a quello del randagismo, uno dei principali problemi a cui un animalista deve far fronte è quello delle adozioni. “Tirare fuori un cane dal canile non significa necessariamente fare il suo bene – ci dice ancora la guardia zoofila. Mi spiego meglio: bisogna scegliere con molta cura l'adottante perchè si rischia che alcuni cani finiscano a fare la guardia su pezzi di terra solitari, sperduti, malnutriti, al freddo, al caldo, senza nessuna cura. Nella mia attività ho visto decine di animali che hanno fatto questa fine e non è accettabile”.
Questo è soltanto un aspetto 'locale' che avviene nelle adozioni, ben altro si nasconde invece in quelle internazionali. “Mi occupo da circa 8 anni delle adozioni internazionali di cani: ho iniziato quando dal canile di Rieti “Colle Arpea” è arrivata la denuncia di alcuni cittadini – ecco il racconto della guardia zoofila – che rendeva noto il fatto che da quel canile partivano circa 40 cani a settimana per destinazione Germania. Dopo una lunga serie di denunce, il canile di “Colle Arpea” è stato sigillato nel gennaio 2011, e vari comuni laziali hanno stipulato una convenzione con quello di Stroncone – dice la guardia – da dove sono continuati i traffici verso la Germania. L'Umbria è una regione con una legge ancora in atto che tutela e indica quali sono le strade da seguire per le adozioni. Non possono essere presi in adozione cani da associazioni che non siano riconosciute ed iscritte all'albo regionale e che non abbiano, anche se iscritte, una propria struttura dove ospitare i cani. Questo proprio per tutelare ed arginare lo svuotamento dei canili (auspicato da quasi tutti i sindaci) senza un riscontro oggettivo sulla sorte degli animali. Stroncone è l'unico Comune umbro che ha disatteso queste linee guida”.
Il canile di Stroncone ha la convenzione con il comune del paese e nel periodo del sequestro amministrativo risoltosi a fine 2012, sono state messe in atto delle misure straordinarie per l'uscita dei cani dalla struttura (delibere dei sindaci proprietari dei cani, deleghe, certificati sanitari e quant'altro potesse garantire la tracciabilità dei cani). E' stato anche invitato il Comune di Stroncone a sospendere le adozioni internazionali in attesa di una verifica sui cani precedentemente partiti. Per questa verifica si è ancora in attesa di una commissione speciale legalmente riconosciuta, formata da un membro delle associazioni animaliste iscritte all'albo regionale, da un funzionario Asl e da un rappresentante degli enti locali che hanno già dato adesione o che intendono farlo. Questa commissione dovrà effettuare una verifica su un campione del 20% degli animali portati in Germania, per stabilire con esattezza la loro collocazione. L'unico modo possibile – dice ancora il funzionario dell'Enpa – per controllare i cani è la lettura del chip e la verifica dell'indirizzo della famiglia adottante.
Secondo quanto riferito: “il randagismo è spesso trasformato in business, dietro al quale si cela mafia, malavita organizzata e altri traffici poco chiari. Sono migliaia i cani partiti da tutta Italia per la Germania, significa che quasi ogni famiglia tedesca dovrebbe avere un cane proveniente da qui. Evidentemente i cani trovano anche altri impieghi – conclude il funzionario Enpa – Il nostro compito è quello di batterci per sapere la verità e difendere gli animali senza criminalizzare a priori chi magari agisce correttamente. Solo una seria indagine può sdoganare le adozioni internazionali e un'indagine seria non può essere unilaterale”.

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