Anche la Caritas dell'Umbria segue con apprensione la crisi che colpisce la Terra Santa, le cui vittime principali restano i civili palestinesi e israeliani: l'incursione militare dell'esercito israeliano nella striscia di Gaza seguito al lancio di razzi da parte delle milizie di Hamas.
La Delegazione regionale della Caritas Umbria fa sua l'esortazione della stessa Caritas italiana: «Contro la follia della guerra occorre un sussulto di umanità e di generosità da parte di tutti»; esortazione fatta ai microfoni di “Umbria Radio” da Silvio Tessari, responsabile della Caritas italiana per il Medio Oriente ed il Nord-Africa, nel corso della trasmissione settimanale “Notizie Caritas Radio”.
Tessali, intervistato da Giulio Lizzi, ha parlato dell'impegno Caritas nell'area del conflitto, soprattutto ha aggiornato sulla situazione a seguito del contatto telefonico avuto con Claudette Habash, direttrice della Caritas Gerusalemme. “Parlando con Claudette – ha detto Tessali – ho sentito risuonare parole come 'catastrofe' e 'massacro'. Lo staff della Caritas Gerusalemme è affiancato anche da quello della Caritas degli Stati Uniti d'America, dove ci sono una ventina di persone che lavorano 24 ore su 24 per quanto possibile, nonostante sia molto pericoloso: una bomba è scoppiata anche poco lontano dalla sede della Caritas Gerusalemme, per fortuna senza danni. La situazione è drammatica e sta peggiorando”.
Sta operando con molte difficoltà “uno staff medico abbastanza consistente nella Caritas Gerusalemme – ha aggiunto Tessali. Sono i medici, tra un razzo e l'altro, tra un bombardamento e l'altro, a recarsi nelle zone dove ci sono dei feriti per prestare loro soccorso. Insomma è un momento di vera guerra. Per fortuna ci sono ancora, per quanto riguarda l'azione della Caritas, delle piccole riserve sia di medicinali che di viveri: ma le riserve sono destinate a durare non più di due giorni. Se questa tregua, per quanto ridicola sia, di poche ore al giorno, persisterà, tra due o tre giorni la Caritas Gerusalemme invierà un camion di medicinali”.
“Noi della Caritas – ha concluso il responsabile – facciamo nostre le parole di Benedetto XVI che chiedeva un “sussulto di umanità”. Noi facciamo a nostra volta un sussulto di generosità, facendo in modo che la popolazione di Gaza non si senta abbandonata dal mondo. Per il resto, non possiamo che plaudire i tentativi di pacificazione da parte della diplomazia. Tuttavia, finché non si arriverà ad una pace sicura e duratura in Medio Oriente, continueremo ad assistere alle puntate di una tragedia… . Ma non bisogna perdere le speranze, noi non le perdiamo. Deve esserci un sussulto di umanità e di generosità da parte di tutti”.