(Fda)- La Confederazione italiana agricoltori dell'Umbria si è unita al coro di voci che oggi ha chiesto l'inidcazione dell'origine sull'etichettatura delle carni suine e maggiori controlli sull'import di carne di maiale dalla Germania, dopo la notizia di un gran numero di capi abbattuti in Bassa Sassonia e nel resto del paese per contaminazione da diossina. Il caso segue di pochi giorni quello simile, sempre tedesco, delle uova infette da diossina. Entrambe le infezioni, secondo le ipotesi del governo tedesco, sarebbero da addebbitarsi a scelte imprudenti fatte dai grandi allevamenti sui mangimi.”Bisogna immediatamente rafforzare i controlli alle frontiere e bloccare tutti i prodotti di maiale (carni fresche, congelate e lavorate e suini vivi) “a rischio diossina” provenienti dalla Germania”, ha scritto in una nota l'associazione di categoria degli agricoltori. La Cia ha poi definito “impellente” la ” necessità di una chiara etichetta d'origine che permetta di individuare subito la provenienza che nel nostro Paese dovrebbe essere tra breve una positiva realtà, mentre l'Ue su questo aspetto continua ad avere un atteggiamento incomprensibile”.Diversamente dalla carne bovina, dalle uova e da diversi altri alimenti animali e vegetali, infatti, la carne suina e i suoi derivati, secondo la legislazione in vigore, non hanno l'obbligo di esporre l'indicazione di origine dei capi. Camera e senato a dicembre hanno votato una legge in merito, che prevede l'indicazione del paese di provenienza per i prodotti alimentari “non trasformati” -dunque la carne, anche suina, mentre per quelli trasformati prevede l'indicazione solo del luogo in cui è avvenuta l'ultima trasformazione sostanziale, oltre al “luogo di coltivazione e allevamento della materia prima agricola prevalente utilizzata nella preparazione o nella produzione dei prodotti”.