Cgil Fiom Terni
Si è svolta ieri mattina (1 agosto), presso la sede della regione dell’Umbria, l’audizione della II Commissione consiliare sul tema “Presenza di amianto nei siti del territorio regionale” per la quale sono stati richiesti la partercipazione ed il contributo delle Organizzazioni Sindacali.
Come FIOM-CGIL di Terni abbiamo ritenuto utile questo appuntamento di approfondimento per ricostruire come si è sviluppata la “vicenda amianto”, per chiarire quanto accaduto in questi anni e per ribadire quanto è necessario fare.
In particolar modo come FIOM-CGIL di Terni, sapendo di avere un osservatorio parziale, circoscritto ai metalmeccanici ed in particolare all’AST di Terni, abbiamo messo in evidenza quanto segue:
Infine abbiamo sgombrato il campo da tutto il “chiacchiericcio” che in questi giorni si è fatto su una presunta possibilità di apertura al riconoscimento durante la vertenza AST, teoria che ormai alcuni soggetti puntualmente ripropongono. Mai è emersa questa disponibilità ed anzi, su richiesta specifica delle Organizzazioni Sindacali al Ministro durante la vertenza, è stato risposto candidamente in modo negativo. Troviamo poco corretto che chi rappresenta il Governo insieme ad altri soggetti, non presenti alla trattativa, vada in giro a dire inesattezze. Chiaramente questo aspetto sarà oggetto di chiarimento anche nell’incontro di verifica che ci sarà il 4 Agosto 2016 al Ministero dello Sviluppo Economico.
E’ indubbio che la vicenda amianto riguarda un tema sensibile per tutti i cittadini umbri. Su questo abbiamo chiesto alla Regione un aggiornamento della presenza di amianto sul territorio, un programma sanitario che rimetta al centro i monitoraggi sulla salute delle persone presumibilmente esposte e, chiaramente, un piano di bonifica e smaltimento dell’amianto presente.
Temi per le Organizzazioni Sindacali fondamentali per affermare una omogeneità di diritti tra i lavoratori, per tutelare nel migliore dei modi lavoratori e cittadini esposti e per affermare una idea di compatibilità e vivibilità ambientale che continui a far essere l’Umbria un esempio positivo.
E’ evidente che, visto il dinamismo di molti soggetti in campo, chiederemo con più forza di quanto fatto fino ad oggi provvedimenti esecutivi, che diano seguito, con atti concreti, ai buoni propositi che vengono annunciati e che meritano risposte ed interventi per gli interessati, ma più in generale per i cittadini.