Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Terni
Il partito della Rifondazione Comunista ha organizzato il 17 maggio scorso una assemblea pubblica per rendere noti i dati sull’inquinamento da PM10, rilevati dall’ARPA attraverso un monitoraggio effettuato con tre analizzatori installati in parallelo alla centralina fissa del quartiere Le Grazie e durato quaranta giorni, tra febbraio e marzo di quest’anno. La necessità di tale indagine era emersa nella precedente assemblea del 20 gennaio, organizzata dalla stessa Rifondazione Comunista, nella quale era stato evidenziato come la centralina Terni-Le Grazie, fin dal momento della sua installazione nel 2004, avesse segnalato un numero di superamenti del valore limite giornaliero molto al di sopra dei 35 consentiti dalle norme vigenti. L’ARPA aveva collocato un primo strumento di rilevazione a fianco della centralina fissa, per verificarne l’attendibilità, un secondo presso la società che gestisce gli impianti sportivi di Viale Trieste (ad una distanza di circa 175 m. dalla centralina fissa “Le Grazie”), ed il terzo presso il parco di Viale Trento, ad una distanza di circa 440 m. A prescindere dalla distanza, le misure sono sovrapponibili e tutti e tre gli strumenti di rilevazione, nell’84% dei casi, hanno confermato i dati della centralina fissa; per cui si può affermare che la centralina delle Grazie è rappresentativa della qualità dell’aria della zona e non di un particolare microambiente. Questo, come afferma l’Arpa, era lo scopo dello studio. Per quanto riguarda le cause, la stessa Agenzia ha preso in considerazione, anche a seguito delle segnalazioni dei cittadini, una serie di ipotesi sul particolare comportamento della centralina, che si contraddistingue per il suo marcato andamento stagionale nella concentrazione di PM10: valori medi giornalieri molto alti in inverno e bassi in estate (con dati, nella stagione estiva, inferiori a quelli di tutte le altre centraline). Tali ipotesi vanno: 1) dal risollevamento di polvere dal campo di calcio sottostante di Via Sabotino, 2) all’influenza dell’attività dell’inceneritore di rifiuti ospedaliero (dismesso però da anni), 3) all’attività dei due nuovi impianti per la produzione di energia elettrica e termica dell’Ospedale, 4) agli impianti di riscaldamento degli istituti scolastici e degli edifici residenziali limitrofi, 5) al traffico veicolare di Viale Trento e della zona. Tutte queste ipotetiche cause sono state scartate dall’ARPA dopo una attenta valutazione ed un esame approfondito dei dati. E’ invece emersa l’influenza della dispersione in atmosfera degli inquinanti dovuta ai numerosi camini dell’Acciaieria, riconducibile alla collocazione della centralina posta sotto vento rispetto al polo siderurgico. Da tutte le considerazioni esposte, si può pensare che l’alta concentrazione di PM10 nei mesi invernali, nel quartiere Le Grazie, sia dovuta alla somma degli effetti cumulativi delle attività umane e delle particolari condizioni orografiche e meteo climatiche della conca ternana. Durante il dibattito, numerosi cittadini hanno chiesto un forte impegno alle Istituzioni nel cercare e proporre soluzioni atte a ridurre le fonti inquinanti ed in ogni caso, nell’immediato, di avvertire, tramite segnalatori luminosi, gli abitanti della zona e quanti usufruiscono del Parco e degli impianti sportivi, della quantità di PM10 presente giornalmente nell’aria. Dalla discussione e dalle risposte dei tecnici della Provincia e dell’ARPA è emersa inoltre l’inquietante ipotesi che la difformità dei dati della centralina “Le Grazie”, rispetto alle altre installate in altre zone di Terni, sia dovuta alla diversa tecnologia che usano le centraline per il rilevamento delle polveri. La centralina delle Grazie, dotata di una strumentazione più moderna, misura infatti la media giornaliera, le altre effettuano misurazioni ogni ora, ma soprattutto queste ultime, essendo dotate di analizzatori più vecchi (tanto che andranno sostituiti entro l’anno, quando le centraline passeranno dalla Provincia all’ARPA), è molto probabile che sottostimino i valori reali, con un errore anche del 20-30%. Se anche questa ipotesi si dovesse rivelare fondata, troverà conferma quanto da tempo asserito da Rifondazione Comunista, cioè che Le Grazie è solo la punta dell’iceberg, che la situazione ambientale di Terni, contrariamente a quanto si va affermando, è grave e necessita di interventi e di scelte politiche immediate ed incisive. In ogni caso, è impensabile introdurre nuove fonti inquinanti nella conca ternana, come tornare ad incenerire i rifiuti solidi urbani, riattivare l’inceneritore di Terni Ena (per bruciare pulper di cartiera, proveniente per il 95% da fuori Regione), oppure rimettere mani in senso peggiorativo alla ZTL, come si propone nuovamente di fare in questi giorni, per aumentare la circolazione di autoveicoli nel centro cittadino. La direzione verso cui bisogna andare è esattamente l’opposta.