Categorie: Istituzioni Terni

AMBIENTE: L'ALLARMISMO DELLA DESTRA E' INFONDATO

“Gli esponenti del centrodestra del nostro territorio interpretano la politica e la loro posizione istituzionale come mezzo per fomentare allarmismi e paure e, ancor peggio, sfiducia nelle istituzioni di cui loro stessi fanno parte”. Lo afferma il consigliere regionale dei Ds-l'Ulivo, Mara Gilioni, ricordando l'esito delle recenti elezioni narnesi e sottolineando come “le cocenti sconfitte elettorali non insegnino nulla” e che “con la sola cultura della piazza non si governa un territorio”. “I cittadini – aggiunge Gilioni – ricordano chi qualche anno fa, amministrando come maggioranza il Comune di Terni, consentì che nella nostra conca si istallassero tre inceneritori. Il centrodestra, ora, usa strumentalmente la delibera di Giunta regionale, nella quale viene chiarito, sulla base delle leggi vigenti cosa debba intendersi per principio di prossimità in merito alla circolazione e allo smaltimento dei rifiuti speciali. Chi è eletto nelle istituzioni sa che non è possibile delimitare geograficamente la circolazione dei rifiuti speciali perché le norme europee e nazionali non lo consentono. La Giunta regionale, quindi, non ha fatto altro che recepire, giuridicamente, quanto già in altri casi è stato oggetto di ricorsi e di annullamento di provvedimenti amministrativi che impedivano la circolazione dei rifiuti sul territorio nazionale. Questo atto non mette in discussione né i principi del Piano dei rifiuti né quindi le quantità che possono essere smaltite negli impianti esistenti che rimangono invariate”.”La salvaguardia della salute e il risanamento ambientale – continua il consigliere Ds – è un tema che permea quotidianamente le nostre scelte, e mentre si agita un polverone su un atto amministrativo le indagine epidemiologiche e quelle sulla qualità dell'aria dimostrano che il polo di incenerimento di Maratta produce 6,5 kg di polveri sottili al giorno mentre il solo traffico veicolare ne produce 405,6, l'industria 302, gli impianti di riscaldamento 65. Il centrosinistra del nostro territorio, come quello umbro, consapevole delle criticità ambientali della conca ternana ha responsabilmente cercato di limitare, attraverso il governo dei processi, quello che non era possibile limitare in termini amministrativi. L'inceneritore Asm può, in virtù delle autorizzazioni in possesso, bruciare quantitativi di rifiuti speciali determinate dall'autorizzazione in scadenza il prossimo dicembre in 1600 tonnellate annue. Un quantitativo che non è stato mai raggiunto e che l'impianto non è neppure in grado di raggiungere. I rifiuti speciali (nella fattispecie quelli sanitari) prodotti nel nostro territorio sono 700 tonnellate annue e mi risulta che all'inceneritore di Terni siano state conferite, negli ultimi tre anni quantità pari a 3/400 tonnellate, quindi neanche tutte quelle prodotte nel nostro territorio. Il principio di prossimità va inteso come scelta del soggetto produttore di rifiuto di conferire nel 'sito idoneo più vicino'”.”Non so – si legge nella nota – come il centrodestra e chi preferisce cavalcare la protesta intendano politicamente, quindi non tecnicamente, garantire ai cittadini del nostro territorio che nel polo di incenerimento di Maratta non arrivino rifiuti speciali da fuori Regione. Noi intendiamo farlo costruendo una politica di smaltimento dei rifiuti più sostenibile e moderna attraverso accordi di territorio che consentano, a partire dall'azienda ospedaliera di Terni e agli ospedali di comunità di individuare nell'impianto ternano e non in altri, il sito più idonei oltre che più vicino. Questo ci consente di garantire la sostenibilità ambientale attraverso una politica vera di limitazione delle quantità, che è il vero problema e non paventando fantomatici danni determinati da un semplice atto di carattere amministrativo”.