“Ciò che riguarda le domande per le assegnazioni degli alloggi popolari, è a mio avviso argomento di straordinaria importanza per essere liquidato con poche parole”.
Inizia così il nuovo intervento del Consigliere comunale Wolfgang Bernelli (Pdl) sulla questione degli alloggi popolari. Già nell'ultima sua nota arrivata alla stampa, il Consigliere sottolineava di come, a suo avviso, la spoletinità debba essere elemento imprescindibile per l'assegnazione degli alloggi popolari. Precisando: per spoletinità il Consigliere intende almeno cinque anni di residenza a Spoleto e comunque è ininfluente, ai fini dell'assegnazione degli alloggi, lavorare-vivere e spendere nella nostra città se non si è residenti. Punti di vista? Certezze per Bernelli. Il Consigliere vuole chiarezza anche sull'effettiva necessità degli alloggi popolari, chiede controlli incrociati perchè nulla sfugga alle istituzioni locali, vuole essere certo che gli extracomunitari, con dote di spoletinità, abbiano davvero bisogno dell'alloggio evitando che “seppure all'apparenza in situazioni ancor più disagiate, poi una volta dentro alle case popolari facciano i “Signori” con auto di grosse cilindrate e Mercedes e BMW che invadono le strade di Spoleto”. Si offenderanno la Volkswagen o la Fiat che non sono citate ? E se lo scopre la Renault ?
Ecco la nota stampa:
” Ho ritenuto opportuno intervenire nuovamente all'indomani delle già pubblicate dichiarazioni rese note dal sottoscritto nei vari quotidiani locali e online. Ho avuto molte frasi di stima e apprezzamento per quanto dichiarato, anche se come sempre non sono mancate polemiche create ad arte da parte di chi da sempre si schiera dalla parte “dell'avvocato delle cause perse”. Quanta ipocrisia costruita su giri di parole che hanno solo il pretesto di polemizzare contro una parte politica anche se sotto sotto vi è condivisione di vedute. A meno che non si vuole premeditatamente travisare la realtà dei fatti. È inaccettabile apprendere che alcuni di coloro che occupano gli appartamenti popolari corrispondono ad un irrisorio canone d'affitto che dovrebbe essere proporzionato in base al reddito familiare o personale se occupato singolarmente, e comunque basso visti i requisiti necessari per accedervi e che nel corso degli per alcuni con molta probabilità è rimasto invariato l'importo del canone ma non certamente il reddito annuo maturato. Certo, non è sempre facile dimostrarlo, tuttavia esistono organi competenti che con verifiche incrociate riescono facilmente a risalire ad eventuali abusi. Inoltre per quanto riguarda i requisiti e gli eventuali assegnatari, torno a ribadire con forza che priorità dovrebbe esser data alla spoletinità, e quindi con attenzione rivolta principalmente alle famiglie disagiate di Spoleto. Non mi si venga a dire che si tratta di discriminazione verso altri popoli o etnie od altro ancora; non centra nulla con tutto ciò. Chi sostiene queste assurdità, vuol fare demagogia e sterili polemiche. È opportuno apportare alcune modifiche all'attuale regolamento, andando ad incidere direttamente sulla base dei requisiti sui quali è possibile presentare domanda per l'assegnazione di case popolari. Primo tra questi a mio avviso è quello di aver vissuto nella città di Spoleto per un periodo superiore a cinque anni. E più precisamente intendo avere la residenza per un periodo pari o superiore al suddetto, non basta dimostrare anche solo di aver lavorato per lo stesso periodo in città. Se non ricordo male, e sono certo di non sbagliarmi in alcune regioni governate dal centrosinistra, come Marche e Trentino, questi criteri di residenzialità ci sono già da tempo, non capisco perché scandalizzarsi in Umbria o a Spoleto per tanto poco. Non si tratta di alcuna discriminazione verso altre persone o popoli, anzi tutt'altro, visto che a mio parere capita molto spesso che ad essere discriminati sono gli stessi Spoletini, quindi italiani che vedono nelle graduatorie assegnare su dodici appartamenti popolari, n° 8 ad extracomunitari che rispetto al numero del nucleo familiare riportato nella domanda, va poi ad incrementarsi una volta assegnata la casa in un numero spropositato e non a regola di persone che spesso abusivamente ci si introducono. È necessario vigilare su questo fenomeno, credo non si tratti ne di razzismo, ne di discriminazione; si tratta di salvaguardare e tutelare i nostri concittadini e connazionali che da anni nonostante innumerevoli disagi documentati da tonnellate di carte, ad oggi non riescono ad ottenere gli alloggi popolari vedendosi scippare di mano gli appartamenti da persone che se all'apparenza sembrano in situazioni ancor più disagiate, poi una volta dentro alle case popolari fanno i “Signori” con auto di grosse cilindrate e mercedes e BMW che invadono le strade di Spoleto. Sfido chiunque a sostenere il contrario, senza alcun tipo di strumentalizzazioni od altro ancora, spero di non essere frainteso, ma ciò che di più mi sta a cuore è la sorte degli Spoletini poi pensiamo a tutto il resto.”