All’isola Polvese i ragazzi della Fiadda Umbria mettono in scena “Ritorno ad Itaca”

All’isola Polvese i ragazzi della Fiadda Umbria mettono in scena “Ritorno ad Itaca”

Dieci minuti di applausi per i ragazzi della onlus | Fuori dallo stereotipo della sordità i ragazzi di Fiadda recitano da veri professionisti

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“Si parte, si parte”, Si parte per il gusto di tornare, si parte per scoprire nuovi mondi, si parte per ritrovare se stessi. Si parte. Braccia alzate al cielo, sul traghetto che avrebbe portato circa 400 persone sulla bella Itaca Polvese, così la compagnia teatrale dei ragazzi  di Fiadda Umbria Onlus ha iniziato lo spettacolo: “Ritorno a Itaca”.

L’associazione, che si occupa di sordità è da ben 6 anni, propone una scuola di teatro (diretta sapientemente dal regista Domenico Madera) ma quest’anno si è voluta spingere quasi all’impossibile inscenando una piece sull’Isola Polvese nel cuore del Lago Trasimeno. Gli attori sono ragazzi udenti e non in una perfetta miscela di integrazione , quella vera, dove le differenze scompaiono, e rimane quella sana vena artistica che ha portato i tanti spettatori dello spettacolo ad affrontare il viaggio insieme agli attori.

La magia è scoccata quasi subito, scesi da traghetto tutti pronti ad assistere alla prima parte delle avventure di Ulisse, dove a fare da scenografia, è stato il sole al tramonto che si specchia sul calmo lago. La seconda parte dello spettacolo è stata realizzata all’interno della Rocca, scenario perfetto per il lungo viaggio di Ulisse verso casa, tra duelli , magie e tranelli. Ritorno ad Itaca vuole essere  la metafora della vita , una vita non sempre facile e piena di insidie che però ha portato questi ragazzi a realizzare i loro sogni e a combattere stereotipi e indifferenza.

“Il tempo alla fine ha retto – sottolinea Claudio Mariottini presidente di Fiadda Umbria ONLUS – era l’unica vera incognita della giornata. I giovani attori si sono preparati da Ottobre e Fiadda nel suo complesso ha iniziato a Novembre a progettare l’idea della Polvese. I ragazzi si sono divertiti e hanno lanciato un messaggio importante, quello per cui una persona nata sorda può fare davvero tutto fino anche recitare su un palco con altri attori udenti, una cosa che nello stereotipo di molti sembra ancora impossibile. Per noi genitori – conclude Stefania Marinangeli consigliere di Fiadda – è stata una emozione da togliere il fiato , vedere i nostri ragazzi sul palco ti fa rivivere in un rapido flash back tutto il percorso fatto, pieno di salite e di difficoltà, non è affatto semplice ma un pezzetto alla volta si può fare. Dieci minuti di applausi ininterrotti hanno accompagnato i ragazzi fuori dal proscenio.

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