Avrebbe telefonato a casa del sindaco Massimo Brunini, annunciando la presenza di una bomba nel giardino dell'abitazione. Per questo un parente di un noto politico spoletino è finito imputato al tribunale di Spoleto con l'accusa di molestie telefoniche. Della vicenda si è tornati a parlare oggi in tribunale, a quasi 4 anni da quell'episodio. Era una notte di dicembre, era passata la mezzanotte e a casa Brunini squilla il telefono. Risponde la moglie del primo cittadino e si sente dire che c'è una bomba nella casa. Le verifiche successive però non avevano portato a trovare nulla, ma in seguito era stato individuato il numero di cellulare dal quale era partita la chiamata. L'intestatario della scheda è quindi accusato di molestie telefoniche.
Molestie di altro tipo invece quelle che ha subìto una spoletina all'epoca dei fatti trentacinquenne. Più volte la donna aveva ricevuto sul suo cellulare mms che immortalavano un uomo mentre si masturbava. E sempre dallo stesso numero, che la spoletina tra l'altro non conosceva. E' quindi scattata la denuncia alle forze dell'ordine, che ha portato ad individuare il presunto molestatore tecnologico che inviava i video alla donna: un 66enne residente a Misano Adriatico, ora imputato per molestie a mezzo telefono.