Comunicati Stampa

Alemanno decade da consigliere, Pd Norcia: “non atto politico ma da sentenza penale”

La decadenza del consigliere comunale Nicola Alemanno non è un atto politico, bensì l’effetto automatico di una sentenza penale definitiva. La Corte di Cassazione, con decisione irrevocabile, ha confermato la condanna a otto mesi di reclusione per il reato di falso in atto pubblico connesso alla realizzazione della sede della Pro Loco di Norcia. Tale condanna ha determinato, ai sensi della normativa vigente (D.Lgs. 235/2012 e successive modifiche), l’automatica decadenza dalla carica di consigliere comunale, senza necessità di votazioni o deliberazioni da parte del Consiglio comunale.

Decadenza automatica significa che, a differenza di quanto sostengono coloro che vogliono strumentalizzare questa penosa vicenda, nessuno del consiglio comunale, né la maggioranza e né la minoranza ha tramato per far decadere il consigliere Alemanno. Purtroppo per lui ha fatto tutto da solo; sia nel commettere il reato per cui è stato condannato sia nella gestione della fase processuale a cui è stato successivamente sottoposto.

In altre situazioni avremmo evitato di commentare situazioni giudiziarie apparentemente personali, ma nel caso specifico Alemanno è stato condannato penalmente nell’esercizio della funzione di Sindaco, quindi è impossibile fare una seria valutazione di natura politica della vicenda senza fare un altrettanto seria valutazione sul suo operato di sindaco in questi anni.

Per questo, anche alla luce di alcune affermazioni ascoltate nel Consiglio Comunale che ha preso atto della decadenza di Alemanno e delle affermazioni dei soliti supporter lette sui social, sentiamo l’esigenza di ricordare i fatti.

Primo. Alemanno è stato Sindaco di Norcia per tre mandati e in due casi è stato sfiduciato dai componenti della sua stessa maggioranza per gravi contrasti sulle scelte amministrative e sulle modalità di gestione del ruolo di Sindaco; nell’altro mandato, quello a cavallo del sisma 2016, a nostro avviso, ha mantenuto la carica in ragione dell’eccezionalità del contesto emergenziale, non per ritrovata coesione politica. Riflessione: tutti coloro che inizialmente lo avevano sostenuto sono delle cattive persone o dei “traditori” o forse è stato il suo approccio al “potere” che potremmo definire autoritario e non autorevole, superbo, spesso presuntuoso e irrispettoso delle idee altrui a determinare i suoi fallimenti politici?

Secondo. L’aver amministrato la nostra città in un periodo drammatico come quello post sisma potrebbe essere considerata un’attenuante, come sostengono gli immancabili supporter. Ma il suo comportamento da amministratore dopo il 24 agosto 2016 costituisce, a nostro avviso, un’aggravante. Egli, invece di attivare un processo di condivisione istituzionale con tutte le componenti politiche e sociali, come avrebbe fatto qualsiasi amministratore dotato di medio buon senso, ha preferito gestire in autonomia (con pochissime persone del suo entourage) le gravose responsabilità legate alle scelte da compiere, commettendo gravi errori strategici. A titolo meramente esemplificativo, ma emblematico del suo pessimo modus operandi, ricordiamo l’ordinanza del settembre 2016 con la quale decise che i consiglieri di minoranza avrebbero potuto partecipare alle riunioni del COC (organismo composto da Comune, Regione e Protezione Civile che doveva gestire l’emergenza) solo come uditori.

I rappresentanti di 2/3 della popolazione sono stati quindi privati delle diritto/dovere di intervenire nelle discussioni, di esplicitare la loro opinione, dare consigli, aiutare ad evitare errori. Purtroppo per noi cittadini quello era solo l’inizio!

Molte delle scelte compiute da Alemanno nei mesi e negli anni successivi sono state improntate ad una caparbia forzatura delle ordinanze speciali e ad una sostanziale mancanza di condivisione (in alcuni casi c’è stata solo una comunicazione alla cittadinanza delle scelte fatte). Citiamo anche qui a titolo meramente esemplificativo la scelta, tutta sua, non avallata neanche dagli uffici comunali preposti, di collocare il Centro Boeri in un’area notoriamente soggetta a vincolo archeologico, ambientale, paesaggistico ecc. Risultato: procedimento penale e soprattutto sequestro ed inutilizzabilità di una struttura utilissima per la città. E pensare che bastava collocarla in un altro sito!

Altro esempio, l’ordinanza sindacale con la quale Alemanno, in spregio alle prescrizioni del Parco dei Sibillini sulla inidoneità del sito individuato, ha autorizzato la realizzazione della struttura polivalente di Ancarano. Risultato: procedimento penale e soprattutto sequestro ed inutilizzabilità di una struttura utilissima per la frazione. E pensare che bastava seguire i “consigli del Parco dei Sibillini”!

Ancora, analoga situazione per la realizzazione della sede della Proloco a ridosso delle mura urbiche della città. Risultato: procedimento penale, condanna, decadenza e soprattutto sequestro ed inutilizzabilità di una struttura utilissima per la città. E pensare che bastava collocarla in un altro sito!

In tutti i casi, si tratta di opere finanziate con donazioni private la cui mancata utilizzabilità ha determinato un danno patrimoniale e d’immagine per l’intera comunità.

Restano aperte e controverse diverse decisioni di rilevanza strategica che hanno un respiro di lungo periodo e che avranno implicazioni per anni sulla vita della nostra collettività. Le citiamo soltanto, ma ci torneremo in futuro in modo più approfondito: 1) il faraonico progetto dei nuovi edifici scolastici: a distanza di nove anni dal sisma sono appena iniziati i lavori e da quello che ci risulta non c’è neanche la copertura finanziaria totale; 2) la dichiarazione di inagibilità grave del palazzetto dello sport, a fronte di danni valutati come lievi, con conseguente inutilizzabilità della struttura e penalizzazione delle attività associative cittadine costrette ad usufruire del pallone del pattinaggio, unica struttura disponibile; 3) il progetto di ricostruzione di Castelluccio sul quale sospendiamo, per ora, il giudizio ma sul quale raccogliamo la preoccupazione degli abitanti della frazione sulla opportunità di realizzare un progetto di tale portata che ad oggi, nonostante le rassicurazioni, desta forti preoccupazioni circa tempi, proporzioni e sostenibilità.

Come forza politica, in questi lunghi anni abbiamo legittimamente contestato Alemanno nel merito delle sue scelte amministrative, come lui ha fatto dai banchi dell’opposizione quando eravamo noi a governare la città. Con molta probabilità è arrivata penosamente la fine di questa parabola politica e quindi vogliamo ribadire quello che abbiamo sempre detto e che molti pensano: il vero nemico di Alemanno non sono state le opposizioni politiche o i “traditori interni”, il vero nemico di Alemanno è stato Alemanno stesso. Il suo credersi sempre infallibile, migliore degli altri, al di sopra delle regole lo ha portato a commettere gravi errori amministrativi, alcuni dei quali anche con ripercussioni giudiziarie e condanne penali.

Inoltre, e questo è ancora più grave, il suo atteggiamento divisivo e fazioso ha trasformato i cittadini di Norcia in supporter e detrattori a prescindere, causando una frattura sociale che sarà difficile ricucire. Per tutto quanto ciò e per onesta intellettuale verso coloro che ci sostengono vogliamo esprimere, senza ipocrisia, un giudizio fortemente negativo sull’operato di Alemanno come Sindaco di questa città.

Il Direttivo del Circolo Pd di Norcia