Si è aperto oggi al chiostro di San Nicolò il terzo congresso internazionale di Spoleto sul tartufo. La tre giorni di approfondimento sul pregiato fungo sotterraneo è stata accolta oltre 250 partecipanti provenienti da 25 paesi di tutto il mondo. Un evento promosso dalla Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano, a 20 anni dall'ultima edizione, in collaborazione con il Comune di Spoleto, l'Università di Perugia e dal Parco tecnologico agroalimentare dell'Umbria.
“Tuber 2008 – ha detto la presidente dell'ente di via dei Filosofi – non è solo un congresso scientifico sugli aspetti della coltivazione, degli aspetti ambientali e biologici del tartufo, ma anche un'occasione per riflettere su un prodotto tipico del territorio umbro, e in particolare quello spoletino e nursino, che rappresenta un fattore di traino importante per le economie locali delle zone montane più marginali”.
Valore economico, culturale e ambientale in un unico prodotto che, come ha ricordato il sindaco Massimo Brunini, concentra in sé un duplice significato. “Strumento di identità territoriale in un'era sempre più globalizzata e risorsa ambientale e paesaggistica da difendere dal rischio della scomparsa delle tartufaie naturali, se non si attuano piani forestali che assicurano terreni idonei alla coltivazione del tartufo”.
Presente al convegno anche l'assessore regionale alle politiche agricole e vicepresidente della Regione, Carlo Liviantoni, che ha ribadito la necessità di azioni politiche volte a tutelare il tartufo, sia come prodotto in grado di dare reddito alle aziende agricole umbre, sia come presidio paesaggistico. Spazio poi agli interventi tecnici degli esperti, che si protrarranno nei tre giorni di Tuber 2008, seguiti il 29-30 novembre e il primo dicembre da escursioni guidate nelle varie tartufaie umbre, da Norcia a Gubbio a Sant'Anatolia di Narco.
(Lucia Riccetti)