Al via la Mostra del Tartufo bianco, taglio del nastro per la sei giorni dedicata alla trifola

Al via la Mostra del Tartufo bianco, taglio del nastro per la sei giorni dedicata alla trifola

Ufficialmente iniziata la kermesse culinaria di Città di Castello, le prime immagini

share

La trifola al centro del fine settimana di Città di Castello. E’ stata da poco inaugurata, nel pomeriggio odierno (venerdì 27 ottobre), la 38^ Mostra del tartufo bianco, scandita dall’intervento delle autorità, che con la loro presenza hanno ribadito l’importanza degli eventi legati a questo prodotto del bosco.

In attesa di diventare patrimonio immateriale dell’umanità Unesco, il tartufo si conferma patrimonio di questa terra, che ne ha fatto un elemento di promozione e di riconoscibilità esterna – ha detto il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta – Anche quest’anno la mostra è riuscita ad armonizzare in un unico contenitore le eccellenze della città, mettendole a sistema in un evento in cui arte, enogastronomia e spettacolo sono gli elementi di spicco”.

Mauro Severini, in rappresentanza della Comunità Montana Alta Umbria, ha sottolineato l’impegno storico dell’ente “nel tenere alto il nome della città in relazione al tartufo anche in nome delle vere eccellenze, oggi messe a rischio dalla globalizzazione. Il tartufo continua a parlare un linguaggio internazionale grazie al quale veicolare anche la ricchezza artistica e culturale di un territorio”.

Presente al taglio del nastro anche l’assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini, per la quale “la mostra è in primo luogo animazione, offre molti motivi per scegliere un territorio ricco di arte, storia, eccellenze naturali come il tartufo tra le tante mete potenziali dell’Italia. La trifola, da questo punto di vista, rappresenta anche un motore di promozione oltre che un prodotto da salvaguardare. Dell’una e dell’altra caratteristica parleremo nei prossimi giorni, nell’ambito del dibattito sulla proposta di legge che riguarda tutta la sua filiera. Regione, istituzioni e tartufai stanno dando un contributo importante affinchè la regolamentazione allo studio possa davvero tutelare la cultura legata al tartufo, come vorrebbe l’Unesco, e gli altri valori di cui è portatore, tra cui quello economico”.

Clicca qui per il Programma

share

Commenti

Stampa