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Aggredita dalla figlia in attesa di Rems. Appello al sindaco: “Non aspettare l’irreparabile”

Redazione

Aggredita dalla figlia in attesa di Rems. Appello al sindaco: “Non aspettare l’irreparabile”

Nuovo appello al sindaco Stefano Bandecchi e all'assessorato al Welfare della mamma di una giovane in attesa di essere ricoverata in una Rems
Ven, 06/03/2026 - 11:42

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Nuovo appello al sindaco Stefano Bandecchi e all’assessorato al Welfare della mamma di una giovane che è in attesa da più di un anno di essere ricoverata in una Rems. La donna ha scritto una lettera dopo essere stata aggredita dalla figlia: “Non possiamo aspettare che accada qualcosa di irreparabile prima che qualcuno si assuma finalmente la responsabilità di intervenire“.

“Una situazione che non può essere ignorata”

Con questa lettera aperta mi rivolgo pubblicamente al sindaco, autorità sanitaria del territorio, perché la situazione che riguarda mia figlia e la mia famiglia non può più essere ignorata dalle istituzioni“, inizia così la lettera della donna. “Da anni segnalo alle istituzioni – Comune, welfare, servizi sociali e servizi sanitari – la gravissima situazione psichiatrica di mia figlia, affetta da disturbo bipolare, disturbo borderline e con invalidità riconosciuta al 100%. Questa situazione è nota da anni a tutte le istituzioni competenti, che nel tempo sono intervenute più volte con accessi al pronto soccorso, interventi delle forze dell’ordine e segnalazioni ai servizi. Nonostante questo, mia figlia continua a non ricevere la presa in carico e la tutela sanitaria necessarie“.

L’aggressione

Ieri la situazione è nuovamente degenerata in modo gravissimo” continua la mamma nella lettera. “Asia è entrata nella mia abitazione in evidente stato di grave alterazione, ha devastato la casa e mi ha aggredita. Sono stata soccorsa e portata al Pronto Soccorso, dove mi sono state diagnosticate contusioni e una frattura del naso. Nella stessa abitazione vive anche un’altra mia figlia minorenne, che da tempo è costretta a vivere in una situazione di paura e di grave rischio. A tutto questo si aggiunge un ulteriore elemento di estrema gravità: mia figlia ormai si autolesiona quasi quotidianamente, come dimostrano anche le recenti ferite e i numerosi accessi al pronto soccorso“.

L’ordinanza del Magistrato

Esiste un’ordinanza del Magistrato di Sorveglianza di Spoleto che dispone il ricovero di Asia Basilici in REMS, ma tale provvedimento non è stato ancora eseguito. Ancora più grave è il fatto che la stessa USL, in una comunicazione ufficiale, chiede l’inserimento urgentissimo di Asia Basilici in REMS ma contemporaneamente dichiara di declinare ogni responsabilità per i comportamenti della paziente. In altre parole, le istituzioni riconoscono la gravità e il pericolo della situazione, ma nei fatti stanno lasciando una ragazza gravemente malata e una famiglia senza alcuna tutela“.

Appello al sindaco

Per questo mi rivolgo pubblicamente al Sindaco affinché intervenga immediatamente, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge, compresa la valutazione urgente di un TSO, per garantire la tutela della salute e della sicurezza di mia figlia, della mia famiglia e della collettività. Questa situazione è nota da anni alle istituzioni e ieri ha prodotto l’ennesima aggressione con conseguenze fisiche per me. Non possiamo aspettare che accada qualcosa di irreparabile prima che qualcuno si assuma finalmente la responsabilità di intervenire“, chiude la lettera.

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