Categorie: Cronaca Foligno

AFGHANISTAN, IL PAPA' DI CRISTINA BUONACUCINA “AVEVO PAURA PER QUESTA MISSIONE”. FOLIGNO IN APPRENSIONE PER LA “SUA” SOLDATESSA

(El. Pan.) – Foligno è sgomenta per la notizia del ferimento del caporale Cristina Buonacucina, rimasta vittima dell'attentato che stamattina ha colpito il convoglio Unifil diretta verso il nord dell'Afghanistan. Appena 48 ore fa la città, che vanta la presenza del Centro di selezione dell'Esercito, aveva festeggiato i suoi militari nel corso di una cerimonia alla quale aveva preso parte anche il Capo di Stato Maggiore dell'E.I., il generale Maurizio Vallotto. Ancora ieri si parlava di quell'evento. La notizia, piombata a metà mattinata, ha spazzato via il ricordo di quella festa. Lasciando spazio all'angoscia per le sorti di Cristina. Se Foligno resta in apprensione, Cisterna di Latina e Bitetto (Bari) piangono la morte dei due compagni di sventura della ragazza: il sergente Massimiliano Ramadù, di 33 anni (a breve avrebbe terminato la sua missione), e Luigi Pascazio di 25 (partito un mese fa con la Buonacucina).

E' grave la soldatessa, impiegata nel mezzo con compiti di radiofonista, ma fortunatamente non in pericolo di vita. E' quanto ha confermato il papà, Giuseppino Buonacucina, caposala presso il nosocomio cittadino, nel corso dell'intervista rilasciata a Simona Bolognesi de L'Espresso. Già dalle prime ore della mattina i famigliari sono assistiti da due psicologhe del Centro militare cittadino. “Non sono riuscito ancora a parlarci, ma il generale Celesti (il comandante della Regione Umbria, n.d.r.) mi sta dando tutti gli aggiornamenti possibili” dice il papà “è partita alla metà di aprile, è la sua prima missione all'estero e ci tenevano in contatto spesso, specie con i messaggi perchè non è facile prendere la linea. L'ho sentita ieri l'altro”. Era preoccupato Buonacucina, conosciuto e stimato da tutti in città, e quella preoccupazione l'aveva confidata agli amici più stretti già all'indomani della partenza dell'amata figlia. Anche con lei aveva cercato di dissuaderla, ma Cristina quella divisa l'ha rincorsa e guadagnata con sacrificio e passione.

“Ho saputo dell'attentato dalla radio mentre ero in macchina” continua Giuseppino “è stato terribile, ho pensato al peggio. Non so quando potrà ritornare a casa, ho pregato il Generale Celesti di fare il possibile per rimpatriarla, ma adesso la notizia più bella è che è fuori pericolo”. La voce si rompe in un singhiozzo “penso a quei poveri genitori che hanno perso i loro figli laggiù, questi sono i momenti più brutti che un genitore può vivere”.

La caporale è entrata in servizio da poco più di un anno (il 12 gennaio 2009) presso la Brigata Taurianense di stanza a Torino. Classe 1983, aveva perso da giovanissima la mamma. Nel 2007 si era trasferita a Spello prima di partire per Torino, sede della Brigata Taurianense. Intorno all'abitazione dei famigliari si sono radunati tanti amici della caporale che, come i famigliari, attendono nuove notizie sulle sue condizioni di salute.

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