Categorie: Istituzioni Perugia

ADISU, LA SCURE DEI TAGLI SULLE BORSE DI STUDIO UNIVERSITARIE PER IL 2011

Da 96 milioni del 2010 a 26 previsti per il 2011. E' notevole il taglio ministeriale, non ancora ufficializzato dall'Adisu, ma che ormai sembra una certezza, e che cadrà come una scure sulle prossime assegnazioni di sostegni agli studenti per il prossimo anno accademico.

Mentre ieri a Roma il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha insistito con le rassicurazioni, ribadendo che “non ci sara' alcun taglio delle borse di studio”, i sindacati di settore in Umbria (Fp-Cgil, Fnp-Cisl e Uil-Fpl) si aspettano un taglio di 6 milioni di euro per la regione, mentre l'amministratore unico dell'Agenzia per il diritto allo studio universitario Maurizio Oliviero ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di fronte alla concreta prospettiva di poter assegnare solo una borsa ogni cinque dello scorso anno.

Il campanello d'allarme della vicenda è stato dato dallo stesso Oliviero già da alcune settimane a causa del forte ritardo (diversi mesi) nella comunicazione da parte del ministero dell'ammontare del Fondo iintegrativo. Il numero uno dell'Adisu ha avvertito che l'ente umbro avrebbe potuto “perdere il primato nazionale di concessione di borse di studio, dalle 5 alle 6 mila ogni anno accademico, erogate a tutti gli studenti che ne hanno diritto per meriti e per reddito”. Tra gli sportelli dell'Adisu, e dunque di fronte agli studenti -i diretti interessati- regna ancora l'incertezza: “Ancora non si sa niente”, spiega rassegnata un'operatrice.

A Perugia l'Adoc, l'associazione per la tutela dei consumatori, ha avvisato che “con il taglio del 90% dei finanziamenti per le borse …il 35% dei ragazzi aventi diritto alla borsa lascerà al primo anno di corso”. “Una borsa di studio di importo medio di 4000 euro l'anno copre in media il 57% delle spese sostenute da un universitario – ha dichiarato il presidente dell'Adoc Carlo Pileri in una nota – ammontanti a circa 700 euro al mese solo per affitti (450 euro al mese, con un'incidenza del 64% sulla spesa), trasporti (36,50 euro/mese), vitto (150 euro/mese) e libri di testo (66 euro al mese). Eliminare i fondi per le borse di studio significa privare l'80% degli aventi diritto di un sostegno fondamentale per lo studio”.

Sulla vicenda si è divisa la politica regionale, che dovrà determinare i fondi che la Regione versa ogni anno all'ente per sostenere l'accesso allo studio degli studenti -residenti e fuori sede-, considerati anche una risorsa per l'economia di Perugia e dell'Umbria.

Mentre dalle segreterie dei partiti si alza unanime la condanna ai tagli, con parole che criticano unioformemente la miopia di una simile decisione, una voce fuori coro si leva dal capo Gruppo in regione della Lega nord Gianluca Cirignoni.

“In tempi di profonda crisi economica quali quelli attuali, i tagli all'Adisu si sono resi necessari”, scrive il consigliere leghista in una nota. “La media nazionale del finanziamento alle borse di studio, come riferito in III commissione regionale dal professor Maurizio Oliviero, è del 43 per cento contro il 100 per cento dell'Umbria raggiunto grazie all'intervento della Amministrazione regionale”.

“Basta con le borse finanziate dalle Regioni che ospitano gli studenti”, continua Cirignoni. “La prospettiva va rovesciata: le Regioni non devono attrarre gli studenti migliori da fuori, sovvenzionandone gli studi, ma devono essere le Regioni di provenienza a sostenerli”.

Nel 2010 la regione ha garantito all'Adisu 6,530 milioni di euro, cifra che nella migliore delle ipotesi potrà essere ribadita, ma che molto difficilmente potrà compensare in alcun modo i tagli ministeriali prospettati.