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ADESIONE SPOLETO ALLA COMUNITA' MONTANA: PATRIZIA CRISTOFORI SPIEGA LA LINEA DELL'AMMINISTRAZIONE

di Patrizia Cristofori (*)

La recente decisione assunta dal consiglio comunale di Spoleto di entrare a far parte della Comunità Montana dei Monti Martani, Serano e Subasio continua a sollecitare interventi e prese di posizione.

La decisione arriva dopo poco tempo dall'insediamento dell'attuale amministrazione e dopo che quella passata, compreso il consiglio comunale, aveva preso tempo non trovando una posizione condivisa a larga maggioranza. Nessuno, credo, non abbia a cuore la difesa della città e degli interessi dei suoi abitanti. Penso che al di là delle differenze anche sostanziali sia questo lo spirito che anima le posizioni più diverse. Mi pare che quella che sta cambiando è la filosofia che contraddistingue l'azione politica che l'attuale amministrazione vuole intraprendere e che è stata condivisa e supportata con voto favorevole dal gruppo del PD(escluso un consigliere) e da tutta la maggioranza; in questo senso è significativa anche l'astensione di una parte consistente della minoranza.

Il “voler esserci” con cui il sindaco ha sintetizzato la posizione dell'amministrazione mi sembra dica: continuiamo a fare le battaglie necessarie in difesa della città e dei suoi interessi, ma non ci sottraiamo al confronto, al mettere in campo le energie politiche e intellettuali, perché le nostre posizioni da isolate diventino condivise. Una delle obiezioni sollevate da qualche consigliere comunale è stata: cosa contano 3 consiglieri su 45 ? Si potrebbe rispondere cosa conta un consigliere provinciale, cosa conta un parlamentare rispetto all'assemblea di Montecitorio e così via? Che votiamo a fare i nostri rappresentanti istituzionali se il rapporto è sempre uno a dieci, uno a cento, uno a trecento? Poniamoci invece l'obiettivo di costruire e supportare una classe dirigente capace di confrontarsi e tessere alleanze a favore della città. Per questo come gruppo consiliare del PD abbiamo presentato un emendamento ( condiviso dal resto della maggioranza) con cui abbiamo voluto rafforzare l'auspicio che Spoleto diventi sede legale della Comunità Montana impegnando Sindaco e giunta a lavorare per conseguire questo obiettivo.

E' un lavoro da fare certo, ma aggiungo: c'è chi realisticamente può pensare che se la decisione fosse stata, facendo cambiare anche la delibera regionale con cui si disegnano gli ambiti territoriali delle comunità montane, quella di aderire alla Comunità Montana della Valnerina , che qualcuno ce ne avrebbe regalato la sede costringendo Norcia a rinunciarvi? E se fosse vero, cosa su cui esistono valutazioni diverse, che nel giro di pochi anni Spoleto potrebbe superare i 40mila abitanti e quindi uscire dalla comunità montana, lo stesso non accadrebbe se avesse aderito a quella della Valnerina? E' vero abbiamo molti tratti comuni con la Valnerina, ma non ne abbiamo altrettanti con Castel Ritaldi, Campello, Giano, Trevi, Massa Martana: ambito sociale, servizi, percorsi naturalisti ( uno per tutti il sentiero degli ulivi), proprietà e prodotti tipici; e chi vieta progettazioni e intese tra comunità montane contigue?Anzi le reti e le collaborazioni tra diversi soggetti istituzionali e tra di essi e soggetti economici del territorio rappresentano sempre di più valore aggiunto per l'attribuzione di risorse.

Ecco perché l'obiettivo sostenuto dal consigliere Grifoni di gestire tramite convenzione le risorse del Fondo Nazionale per la Montagna ripartite dalla leggi regionali 40 e 28 che dovrebbe ammontare, per i prossimi anni, a quasi 300mila euro per il nostro comune. è riduttivo di fronte all'opportunità di costruire per il territorio ricompreso nella Comunità Montana dei Monti Martani, Serano e Subasio un bilancio annuale stimabile in circa 20 milioni di euro e di cui la nostra città non potrà che trarne benefici se si saprà coniugare l'azione degli amministratori che andranno a rappresentarla con la professionalità dei dipendenti, molti dei quali provengono dalla Comunità Montana di Spoleto.

(*) Capogruppo consiliare del PD