Assisi e Terni le città visitate dall'ultimo leader dell’Unione Sovietica scomparso ieri a 91 anni
“Un uomo di pace”. Sono le parole unanimi che arrivano dall’Umbria per ricordare Michail Gorbaciov, 91 anni, ultimo leader dell’Unione Sovietica scomparso il 30 agosto 2022 dopo una grave e prolungata malattia, come da nota del Central Clinical Hospital di Mosca, dove era ricoverato da tempo.
Almeno due le visite di Michail Gorbaciov in Umbria: la prima nel 2001, ricevuto dall’allora sindaco di Terni Paolo Raffaelli per conferirgli il premio San Valentino assieme all’allora vescovo della locale diocesi mons. Vincenzo Paglia. “Ricordo un uomo di grande spessore umano che nulla aveva a che vedere con il gelido burocrate”, il ricordo di Raffaelli all’Ansa. “In quei 4-5 giorni che stette in città ebbi modo di conoscere un uomo che era lo specchio dell’apertura politica che lo aveva caratterizzato durante la sua presidenza”.
All’Ansa affida i suoi ricordi anche monsignor Paglia, oggi presidente della Pontificia Accademia per la vita: “Credeva nel comunismo e nella democrazia. Perdiamo un uomo che ha tentato di cambiare la storia, ma quello che ha seminato non andrà perduto e sarebbe importate che ciò che lui ha iniziato qualcuno lo portasse avanti”. Il legame tra Paglia e l’allora presidente dell’Urss nacque dal “desiderio di conoscere Giovanni Paolo II: quando lo invitai a Terni per ricevere il premio San Valentino non era più presidente e durante un suo intervento accettò di parlare proprio della dottrina sociale di Giovanni Paolo II. Fu un momento straordinario, come straordinari furono tutti quei giorni in cui Michail Gorbaciov stette in Umbria“.
Nel 2008 la visita ad Assisi (nella foto in evidenza di Mauro Berti – Archivio Fotografico Sacro Convento Assisi) “Parlammo a lungo di tante cose, della Russia, del rapporto fra fede e politica. Gorbaciov espresse una ammirazione fortissima per san Francesco, dicendo di essere ‘grato per trovarsi in un luogo così importante non solo per la fede cattolica, ma per tutta l’umanità. La testimonianza di Francesco comunica una grande tensione di spiritualità’. Si disse ‘affascinato’da san Francesco, sottolineando che ‘“la sua storia è molto più bella dei tempi odierni’”, si legge nel sito sanfrancesco.org in un articolo a firma di padre Enzo Fortunato.
E proprio l’ex direttore della sala stampa dei francescani via facebook ricorda: “Fu una visita a sorpresa nel tardo pomeriggio di un giorno di marzo, quella di Mikhail Gorbaciov. Si fermò a lungo e avemmo insieme all’allora Custode, padre Vincenzo Coli, un momento di confronto sulla situazione politica e religiosa della Russia. Ricordo la sua felice intuizione sulla figura di Francesco, un uomo intensamente spirituale. Oggi abbiamo bisogno di uomini e donne che vivano con passione la vita. Lo affido alla misericordia del Signore e prego affinché la Russia possa avere statisti che amano la pace”.
“La Città di Assisi – le parole del sindaco Stefania Proietti – partecipa al cordoglio per la morte di Mikhail Sergevic Gorbaciov, uno dei leader più importanti del secolo scorso. Insignito del Premio Nobel per la pace nel 1990, forte è stato il suo legame con Assisi, fin da quando dialogava con l’allora Pontefice Giovanni Paolo II (il sindaco Claudio Passeri si attivo’ per un incontro ad Assisi) e si recava a pregare sulla tomba di San Francesco o quando, contattato dall’allora sindaco Gianfranco Costa, gli fu assegnato il Pellegrino di pace nel 1988, un anno prima del crollo del muro di Berlino. È venuto a mancare non solo un grande protagonista che ha fatto un pezzo di storia del Novecento ma anche un amico della città di Assisi”.