Non solo elezioni da rifare, quelle per i vertici del CONI in Umbria, dopo il pronunciamento della Giunta nazionale del Comitato, che ha rilevato il mancato raggiungimento del quorum necessario, da parte di Moscatelli, nella sfida contro Arena vinta per soli 2 voti (27 a 25).
Perché se quest’ultimo lamenta la defezione di due “franchi tiratori”, che all’ultimo momento avrebbero optato per l’altro candidato, a Terni la questione diventa anche un fatto politico. Politica ternana, ovviamente. Alla ricerca di chi non ha fatto avere a Moscatelli, candidato ternano appunto, quel 28esimo voto che gli avrebbe assicurato l’elezione.
Il consigliere regionale della Lega Enrico Melasecche parla apertamente di “tradimento” dell’ex assessore regionale Fabio Paparelli. L’ennesimo sgarbo che dall’area del centrosinistra sarebbe stato fatto al territorio ternano (dopo quello della pratica stadio-clinica).
Paparelli risponde sui social, annunciando di aver dato mandato ai propri legali di presentare querela, a meno di pubbliche scuse. Ricordando che “il voto era segreto per tutti i 54 aventi diritto al voto compresi i 4/5 ‘nativi ternani'”. E sottolineando che “se il Coni si riducesse a scontri campanilistici basati sul certificato di nascita dei candidati Presidenti sarebbe davvero poca cosa”.
Paparelli, infine, rispedisce al mittente le accuse a chi “è stato in consiglio regionale per tre volte riportando per Terni Zero Tituli ma molto bla bla”.
Ah, ovviamente il riferimento è a quanto avvenuto nelle elezioni per il CONI Umbria.