Tuttoggi.info riceve e pubblica la lettera di una famiglia di Foligno che segnala la “mission impossibile” di curare un dente a Foligno per un figlio disabile.
Viviamo a Foligno, siamo genitori anziani e abbiamo un figlio con grave disabilità mentale ed epilessia. Scriviamo questa lettera perché ciò che stiamo vivendo non è più sostenibile, e crediamo che la nostra città debba sapere cosa accade a chi ha un familiare fragile.
Per ottenere una semplice cura odontoiatrica dobbiamo affrontare un percorso che definire “calvario” non è esagerato. Le attese per un appuntamento sono di tre o quattro mesi, anche nei casi in cui il dolore potrebbe diventare insopportabile. A Foligno non esiste un servizio realmente attrezzato per pazienti non collaboranti, e siamo costretti a spostarci in altre città, percorrendo 50 o 60 chilometri ogni volta.
La prima visita dura pochi minuti, perché nostro figlio non può collaborare. Eppure, nonostante questo sia noto, il percorso resta identico a quello di un paziente qualunque:
- prima visita inutile,
- poi appuntamento con l’anestesista,
- poi un’altra attesa infinita per l’intervento,
- e nel frattempo la speranza che non arrivi un dolore improvviso, perché in quel caso non esiste alcuna corsia preferenziale.
Tutto questo mentre noi genitori invecchiamo, perdiamo forze, e ci ritroviamo a dover affrontare viaggi, burocrazia e ansie che nessuno sembra considerare.
Ci chiediamo: È possibile che nel 2026, in una città come Foligno, un disabile grave debba soffrire mesi per una carie? È accettabile che non esista un percorso dedicato, rapido e umano per chi non può difendersi da solo?
La sanità pubblica parla spesso di “attenzione ai fragili”, ma nella realtà quotidiana questa attenzione sembra scomparsa. Noi non chiediamo privilegi: chiediamo rispetto, organizzazione e un servizio che tenga conto della fragilità reale delle persone.
Scriviamo questa lettera per nostro figlio, e per tutte le famiglie folignati che vivono la stessa situazione in silenzio. Chiediamo che la nostra città e la nostra regione ascoltino finalmente questo grido d’aiuto.
Firmato: Una famiglia di Foligno che non vuole arrendersi.