La Flaminia tra Spoleto e Terni chiuderà dalla primavera del 2027 per circa 6 mesi per lavori nell’ambito degli interventi in corso da parte di Anas. Una chiusura totale dovuta alla necessità di demolire un viadotto tra Spoleto e il bivio per Valdarena, tra i km 117+300 e 120+800. Ma per i veicoli leggeri il transito sarà comunque consentito, attraverso il vecchio tracciato della Flaminia.
Proprio lungo la vecchia arteria stradale che dalla zona di Torrecola risbuca all’altezza del bivio per Valdarena sono in corso dei lavori di messa in sicurezza che consentiranno appunto di sistemare la strada per renderla pienamente percorribile alle auto nei mesi di chiusura del tracciato principale. Allo stato attuale, però, il transito non dovrebbe essere percorribile né a mezzi pesanti né ad autobus.
La questione è emersa durante il consiglio comunale aperto sul tema della Tre Valli che si è tenuto lunedì pomeriggio a Spoleto, alla presenza dell’assessore regionale Francesco De Rebotti. A evidenziare le proprie preoccupazioni è stato il consigliere regionale Stefano Lisci. Che ha chiesto appunto che si renda percorribile la vecchia Flaminia quantomeno agli autobus. “Ho chiesto espressamente – ha spiegato Lisci su Facebook – di incontrare Anas per far sì che quando il prossimo anno avverrà la chiusura totale per la demolizione di un viadotto, la vecchia Flaminia sia messa in condizioni di garantire un pieno collegamento con Terni e Roma, anche per il trasporto pubblico e turistico”.
Rassicurazioni in tal senso sono arrivate dall’assessore De Rebotti, che si è preso l’impegno, alla presenza dell’ingegner Del Monaco di Anas, di monitorare la situazione per creare meno disagi possibili ai cittadini. “Serve coordinamento e serve attenzione, perché ogni cantiere che mettiamo a terra modifica la vita ordinaria delle persone” ha detto De Rebotti, spiegando comunque che “non siamo alla vigilia della partenza del cantiere su quel viadotto” e che dunque ci sono i tempi per far sì che sia meno impattante possibile. “Sarà un’occasione – ha aggiunto – per riqualificare un po’ la vecchia Flaminia, dobbiamo farlo nel migliore dei modi, garantendo fin dove è possibile anche il trasporto delle persone con il mezzo pubblico, anche se avremo un probabile contenimento del trasporto pesante che è un tema che dovremo affrontare. Dovremo cercare di trasformare quel cantiere in un cantiere obiettivo“. L’assessore regionale ha parlato anche della necessità di porsi dei modelli di lavoro alternativi, visto il cambiamento climatico e l’impossibilità di lavorare nel periodo estivo a 40 gradi in questo tipo di cantieri.