Tiene ancora banco tra l’opinione pubblica di Spoleto la vicenda del cosiddetto laghetto di Teodorico su cui le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente e Cai Spoleto chiedono l’azzeramento della possibilità di edificare nella zona di Madonna di Lugo. Area che sarebbe a ridosso proprio del laghetto dell’imperatore ostrogoto e sulla cui storicità si fanno strada diverse e contrastanti ipotesi. Ieri l’altro si è tenuto il presidio degli ambientalisti a cui hanno aderito il Movimento 5 stelle, con la presenza dell’assessore regionale Thomas De Luca (assente l’assessora Agnese Protasi, che pur aveva rilanciato sui propri social l’invito a manifestare contro la decisione che starebbe assumendo la Giunta di cui fa parte e la maggioranza del Consiglio comunale), la lista civica Ora Spoleto (presente l’assessora Luigina Renzi), i consiglieri della lista civica di opposizione Alleanza Civica, Alessandra Dottarelli e Gianmarco Profili.
La manifestazione si è aperta con la lettura di un documento delle associazioni ambientaliste che, pur riconoscendo una qualche sensibilità del sindaco Andrea Sisti alla tematica, stigmatizzano l’ipotesi di concedere l’edificabilità all’area, dal 2019 fissata in circa 10mila mq, ora ridotta a circa 3.300 mq (cui si aggiungono 1000 mq già edificabili ante 2019, in pratica la fascia di rispetto che corre dietro il supermercato Eurospin). Restando dunque fermamente contrarie a ogni cementificazione ulteriore della zona. Non hanno fatto in tempo a terminare il loro intervento che, a telecamere accese, l’assessora Renzi ha sentito l’esigenza di ricordare come questa pratica venga dalla precedente Giunta di centrodestra e come l’attuale maggioranza del campo largo se la sia ritrovata tra le mani senza poter muoversi più di tanto in una direzione invece che nell’altra. A telecamere spente, richieste dalla stessa assessora, pur presenti diversi esponenti, la Renzi ha tentato di “scagionare” tanto il sindaco Andrea Sisti quanto l’assessora proponente Manuela Albertella: “chi conosce la loro sensibilità a queste tematiche sa che non sono d’accordo con la pratica ma…”. Questo almeno quanto riferiscono i testimoni. Affermazione che potrebbe ora creare nuovi problemi alla già fragile tenuta della maggioranza.
Laghetto Teodorico, spunta un emendamento
Nel caos di una pratica già difficile per la sentenza del Tar che impone al Consiglio comunale di esprimersi palesemente sulla pratica del 2019 – quella che il Consiglio che sosteneva la Giunta de Augustinis preferì non votare, astenendosi all’unanimità – spunta nelle ultime ore un emendamento presentato dai consiglieri Lucentini (Pd), Maso e Filippi (Civici Umbri, la lista del sindaco) e, a sorpresa, del capogruppo del M5s Samuele Bonanni.
L’atto tende ad integrare la mozione dello scorso anno, quella per mettere un vincolo sull’area, addirittura indicando l’indice di edificabilità che “non potrà essere superiore allo 0,4”. Il che significa che, qualora passasse la richiesta di vincolo paesaggistico, che però Sisti ha inviato alla Regione solo lo scorso aprile ’26 (il Consiglio comunale, a maggioranza, l’aveva approvata a marzo 2025), questo comporterebbe per i proprietari dell’area una edificabilità utile di circa 600 mq tra la fascia di rispetto già prevista e i 3.300 mq riconosciuti eventualmente dall’approvazione del vincolo.
La pratica, come si ricorderà, anche recentemente aveva ricevuto i pareri positivi di tutti gli enti, per cui bisognerà attendere la decisione di Regione e Soprintendenza per il vincolo sull’area che la stessa Giunta ha richiesto di apporre su ben 17 ettari, superficie di molto superiore a quella degli attuali proprietari interessati all’edificazione e che andrebbe a colpire o a tutelare, secondo i casi, anche i proprietari viciniori.
Caos in maggioranza, pratica a rischio
Giovedì, domani, alle 15,30 è convocato il Consiglio comunale che dovrà comunque esprimersi sullo stato di fatto di una pratica che vede interessata all’edificabilità una area di circa 10mila mq.
In attesa che arrivi, chissà quando e se arriverà, il vincolo richiesto solo di recente dalla municipalità. Secondo fonti autorevoli del Palazzo, il M5s (Samuele Bonanni e Enrico Morganti) sono per votare l’emendamento dell’edificabilità ma non altrettanto la pratica dei 10mila mq. Una situazione che viene stigmatizzata a questo punto dalla stessa lista civica di centrosinistra, ma all’opposizione, Insieme per Spoleto che, per bocca del consigliere Giancarlo Cintioli fa sapere “non siamo la stampella di nessuno. Giovedì, anche per vari impegni personali, dalle 18 abbandoneremo i lavori dell’aula”. Stando così la situazione, la stessa pratica rischia di non avere i voti sufficienti per un esito favorevole. Potrebbe finire infatti, se tutti i consiglieri saranno presenti, 9 della maggioranza (atteso che Alleori ha abbandonato l’aula e che Calabresi potrebbe astenersi) contro i 9 della “virtuale” opposizione (Alleanza Civica, Lega, Fratelli d’Italia, Spoleto Futura, Obiettivo Comune con l’appoggio della Coltorti di Ora Spoleto e dei M5s).
In queste ore ai consiglieri comunali è arrivata una lettera, una sorta di blanda diffida, da parte del legale della proprietà del terreno, l’avvocato Massimo Marcucci, che in una dettagliata relazione ha smontato, con foto aeree dell’epoca presenti negli archivi dell’Istituto Geografico Militare di Firenze, come il laghetto di Teodorico non fosse presente nei decenni passati.
Una situazione che contrasta con quanto assicurano le associazioni ambientaliste che, all’aspetto archeologico dell’area, aggiungono anche quello di una zona che merita la massima tutela per la presenza anche di specie animali a rischio di estinzione, come gli aironi.
L’ultimo avvistamento di aironi è stato fatto nel 2023 (vedi l’articolo di Tuttoggi) nelle campagne attigue a quella di Madonna di Lugo, in direzione San Giacomo – Campello. Una situazione, questa, che sembra confermare le affermazioni della Renzi circa la sensibilità del sindaco Sisti che solo pochi giorni fa sul proprio profilo Facebook aveva rilanciato un post in segno di solidarietà al popolo albanese che sta combattendo contro la lottizzazione di un’isola che la figlia di Trump vorrebbe trasformare in resort, isola che è da sempre conosciuta come un punto di passaggio di migrazione dei fenicotteri rosa.
La parola passa adesso al Consiglio comunale che domani comunque aprirà con le comunicazioni di sindaco, presidente del Consiglio comunale e consiglieri. Proprio sui lavori del consiglio potrebbe accendersi una bagarre, in quanto l’ultima seduta si era chiusa poco prima delle dichiarazioni di voto sulla pratica del laghetto di Teodorico ma, stando all’ordine del giorno diramato dal presidente Marco Trippetti, è finita al quarto punto.
Dagli uffici comunali confermano che le prime due pratiche – accensione di un mutuo per la manutenzione delle strade e la nomina degli organismi sociali in scadenza – imporrebbe di far slittare al quarto punto la pratica del laghetto. Ma c’è chi sospetta che sia solo un modo per rimandare una decisione troppo attesa da tempo.
Nel frattempo l’emendamento di Bonanni-Lucentini_Filippi e Maso, di alcun valore amministrativo nè politico se il Piano operativo non verrà approvato prima del semestre bianco dall’attuale Giunta, potrebbe aver convinto proprio alleori a riprendere posto in aula e votare favorevolmente. Con la partita che potrebbe finire 10 a 9 per l’edificabilità di 10.000 metri di terreno.
Il count down è iniziato, non resta che seguire i lavori in Aula o i diretta streamin.
(Aggiornato alle 19.40)