Il tempo gioca a favore degli ambientalisti e dei Comitati che, per diverse ragioni, si oppongono al Nodino, il primo stralcio (da Collestrada a Madonna del Piano) della bretella che dovrebbe unire alla zona di Corciano, realizzando un percorso alternativo rispetto al tratto della E45 fino a Ponte San Giovanni e del Raccordo autostradale. Il Tar dell’Umbria ha accolto il richiesto di Italia Nostra, annullando il decreto del direttore della Direzione generale valutazioni ambientali del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica n. 413 datato 8 settembre 2023, nonché il presupposto parere della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS n. 813 in data 8 agosto 2023.
E la motivazione del provvedimento è legata, appunto, all’eccessivo tempo trascorso dalla Valutazione di impatto ambientale (VIA) effettuata a suo tempo per procedere nell’iter autorizzatorio di un’opera su cui ci si scontra da anni, ma di cui nella realtà non è mai stata vicina la posa della prima “pietra”.
“Il lunghissimo tempo trascorso dall’originario giudizio di compatibilità ambientale – scrivono i giudici amministrativi in un passaggio del provvedimento – implica la sostanziale vanificazione delle prerogative di partecipazione del pubblico, atteso che la consultazione svolta sulla base del SIA risalente al 2003 non può essere ritenuta idonea a dare conto delle esigenze e delle posizioni dei soggetti attualmente interessati e potenzialmente danneggiati dall’intervento”.
“Per le stesse ragioni – si legge ancora – è ormai inattuale la valutazione delle alternative progettuali svolta nell’ambito dell’originario procedimento di VIA, come è comprovato già dal fatto stesso che, a distanza di quasi diciassette anni dall’originario giudizio di compatibilità ambientale, sono state istituite due zone speciali di conservazione”.
Si legge ancora nel provvedimento: “Di ciò risulta essere stato in certa misura consapevole anche il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il quale ha demandato all’ANAS lo studio di alternative progettuali. Come rimarcato dalla ricorrente, tuttavia, tale studio non è stato sottoposto alla consultazione pubblica, con le modalità normativamente prescritte, né agli ulteriori snodi propri della VIA, essendo stata la stessa ANAS a stabilire irritualmente la perdurante attualità della soluzione progettuale individuata nel progetto preliminare, sulla base di un confronto autonomamente gestito con i soggetti ritenuti interessati”.
Esultano coloro che sono contrari all’opera, ritenendo che il provvedimento di stop decreti la fine del Nodino. Il Tar, ovviamente, non boccia l’opera in sé, ma di fatto ne azzera i presupposti che hanno portato alla sua progettazione definitiva.
Resta il dibattito politico, dopo le prese di posizione di parte dell’amministrazione regionale che, abbandonata la procedura del Nodino per la quale il centrodestra aveva provato ad accelerare, spinge per la realizzazione dell’intero Nodo. Prospettiva ancora più difficile, vista la difficoltà di finanziamento di una variante che pure era stata definita di “strategico e di preminente interesse nazionale dalla delibera del CIPE n. 121 del 2001”.