Alzheimer, un tampone nasale rivela la malattia prima dei sintomi - Tuttoggi.info

Alzheimer, un tampone nasale rivela la malattia prima dei sintomi

tecnical

Alzheimer, un tampone nasale rivela la malattia prima dei sintomi

Gio, 19/03/2026 - 01:03

Condividi su:


(Adnkronos) – Scoprire l’Alzheimer con un tampone. Un test nasale rapido, eseguito in ambulatorio, può individuare i primi cambiamenti biologici legati all’Alzheimer anche prima che si manifestino i problemi cognitivi e di memoria associati alla patologia. Lo suggerisce uno studio Usa pubblicato su ‘Nature Communications’ da scienziati Duke Health, che hanno utilizzato “un tampone delicato, inserito nella parte alta del naso”, per raccogliere cellule nervose e immunitarie. E analizzandole, i ricercatori hanno individuato “schemi ben definiti che distinguevano le persone con Alzheimer in fase iniziale o con diagnosi confermata da quelle senza la malattia”. 

La malattia di Alzheimer colpisce milioni di persone in tutto il mondo, eppure è più difficile da diagnosticare negli stadi iniziali, quando i nuovi trattamenti potrebbero essere più efficaci, osservano gli studiosi. “Vogliamo essere in grado di confermare l’Alzheimer molto precocemente, prima che il danno abbia il tempo di accumularsi nel cervello”, afferma Bradley J. Goldstein, autore corrispondente del lavoro, professore dei dipartimenti di Chirurgia cervico-facciale e Scienze della comunicazione, Biologia cellulare e Neurobiologia della Duke University School of Medicine. Perché “se riusciamo a diagnosticare le persone abbastanza presto – sottolinea – potremmo essere in grado di iniziare terapie che impediscano loro di sviluppare l’Alzheimer in forma clinica”.  

La procedura per la raccolta delle cellule nasali richiede solo pochi minuti, descrivono gli scienziati. Dopo aver applicato uno spray anestetico, un medico guida un minuscolo pennello nella parte superiore del naso, dove si trovano le cellule nervose responsabili della percezione degli odori. I ricercatori esaminano quindi le cellule raccolte per vedere quali geni sono attivi, una ‘spia’ di ciò che sta accadendo all’interno del cervello. Nello studio sono stati confrontati i campioni di 22 partecipanti, misurando l’attività di migliaia di geni in centinaia di migliaia di singole cellule, per un totale di milioni di data point. Il tampone nasale è stato in grado di rilevare precocemente cambiamenti nelle cellule nervose e immunitarie. Questo anche in persone che hanno mostrato segni di Alzheimer rilevabili tramite gli esami di laboratorio, ma che ancora non presentavano sintomi della malattia. 

Un punteggio genetico combinato, basato sull’analisi del tessuto nasale, ha correttamente distinto i pazienti con Alzheimer in fase iniziale e clinica dai soggetti sani di controllo nell’81% dei casi. Mary Umstead, una volontaria che ha partecipato allo studio, ha spiegato di essersi unita alla ricerca in onore della defunta sorella Mariah. “Quando si è presentata l’opportunità di partecipare a uno studio – ha ricordato – l’ho colta al volo perché non vorrei mai che nessuna famiglia debba affrontare una perdita come quella che abbiamo subito noi con Mariah. Non vorrei mai che nessun paziente debba passare quello che ha passato lei”. Mary ha raccontato che Mariah aveva 57 anni quando le è stato diagnosticato un Alzheimer a esordio precoce, ma la sua famiglia aveva iniziato a notare i segni della patologia molto prima della diagnosi.  

Se gli attuali esami del sangue per l’Alzheimer rilevano marcatori che compaiono in una fase successiva della malattia, il tampone testato dagli scienziati americani cattura ‘live’ l’attività nervosa e immunitaria e potrebbe fornire un’osservazione più precoce e diretta dei cambiamenti correlati alla patologia, contribuendo a identificare prima le persone a rischio. E’ questa la speranza dei ricercatori. “Gran parte di ciò che sappiamo sull’Alzheimer deriva da tessuti prelevati durante le autopsie. Ora possiamo studiare il tessuto neurale vivente, aprendo nuove possibilità per la diagnosi e il trattamento”, prospetta Vincent M. D’Anniballe, primo autore del lavoro, studente del Medical Scientist Training Program della Duke University.  

Il team Duke, in collaborazione con il Duke & Unc Alzheimer’s Disease Research Center, sta estendendo la ricerca a gruppi più ampi e sta valutando se il tampone possa aiutare a monitorare l’efficacia dei trattamenti nel tempo. Sulla nuova strategia, la Duke University ha depositato un brevetto Usa. 

ACCEDI ALLA COMMUNITY
Leggi le Notizie senza pubblicità
ABBONATI
Scopri le Opportunità riservate alla Community

L'associazione culturale TuttOggi è stata premiata con un importo di 25.000 euro dal Fondo a Supporto del Giornalismo Europeo - COVID-19, durante la crisi pandemica, a sostegno della realizzazione del progetto TO_3COMM

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!


    trueCliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

    "Innovare
    è inventare il domani
    con quello che abbiamo oggi"

    Grazie per il tuo interesse.
    A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!