Un controllo amministrativo interforze ha portato al sequestro preventivo del Cobari Lounge Bar di via Aldo Bologni, a Città di Castello. L’operazione, coordinata da Polizia di Stato e Guardia di Finanza con il supporto di Vigili del Fuoco e Polizia Locale, ha fatto emergere posizioni contrastanti tra le contestazioni ufficiali e la difesa dei gestori.
Secondo quanto riportato dalle forze dell’ordine, il locale – che sulla carta sarebbe autorizzato alla sola somministrazione di alimenti e bevande – avrebbe “esercitato abusivamente intrattenimento e pubblico spettacolo”. Il provvedimento di sequestro, ai sensi dell’art. 321 cpp, è stato motivato dalla mancanza degli standard di sicurezza necessari per gli eventi ospitati.
L’operazione di Polizia e Finanza ha portato al sequestro del locale per tutelare l’incolumità pubblica e alla cessazione dell’attività di somministrazione per carenza dei requisiti previsti dalla legge. Oltre a questo – come riferito sempre dalle forze dell’ordine – sono stati portati a termine accertamenti fiscali sulla posizione di tre dipendenti identificati all’interno e la denuncia del titolare per apertura abusiva di luogo di pubblico spettacolo e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, con sanzioni che potrebbero arrivare fino a 16mila euro.
Infine – fanno sapere le forze dell’ordine – , durante le verifiche effettuate con le unità cinofile, una dipendente sarebbe stata trovata in possesso di sostanze stupefacenti.
La replica del Cobarì Lounge Bar
Non si è fatta attendere la risposta dello staff del locale, che ha espresso rammarico per l’imponenza dei controlli effettuati. Attraverso una nota, i gestori hanno rivendicato con orgoglio che all’interno del locale non è mai stato trovato un grammo di stupefacente, nonostante “tre controlli subiti in due mesi“.
Riguardo alle mancanze strutturali, lo staff ridimensiona la questione: “L’unica cosa che hanno potuto constatare è stata l’assenza di una parte di maniglione antipanico della porta d’ingresso”. In merito alla presenza di personale addetto alla sicurezza, i gestori precisano che si è trattato di una scelta per rendere più affidabile l’intrattenimento, sebbene l’Ufficio Commercio configuri tale servizio solo per le sale da ballo.
“Vogliamo pensare che il sequestro sia stato fatto per errore”, conclude la nota dello staff, sottolineando l’importanza del locale come punto di riferimento strategico per la “preserata” dei giovani tifernati. Fuori dal locale i gestori hanno anche voluto rimarcare la loro estraneità a questo provvedimento, apponendo ai vetri dei cartelli (vedi foto) con le loro ragioni ed un gigantesco “Torniamo presto” proprio a fianco dell’avviso di sequestro preventivo.