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Vaccini, A di aderenza: i consigli dei pediatri per sostenere la prevenzione nei bimbi

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Vaccini, A di aderenza: i consigli dei pediatri per sostenere la prevenzione nei bimbi

Mar, 03/02/2026 - 15:03

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(Adnkronos) – Dopo la ‘A di allattamento al seno’, è dedicato alla ‘A di aderenza alle vaccinazioni’, pilastro della prevenzione pediatria, il nuovo episodio del vodcast ‘Le 6 A – La salute si costruisce da piccoli’, realizzato da Adnkronos in collaborazione con la Società italiana di pediatria (Sip) e online, da oggi, sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos. “Nonostante abbiano contribuito a ridurre di quasi il 50% la mortalità infantile negli ultimi 50 anni, le vaccinazioni non godono ancora di una fiducia pienamente condivisa”, spiega Teresa Mazzone, pediatra di libera scelta e presidente della Sip Lazio, intervenendo al confronto a cui partecipano anche Silvia Ricci, membro del Consiglio direttivo della Società italiana di pediatria, e Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico vaccinazioni della Sip. 

A preoccupare gli esperti è il fatto che, per alcune patologie prevenibili, come il morbillo, ci sia una certa resistenza. Nel 2024 in Italia sono stati registrati circa mille casi, secondi solo alla Romania. “L’obbligo riguarda 10 vaccinazioni: difterite, tetano, pertosse, polio, epatite B, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella – elenca Mazzone – Le raccomandate sono quelle contro il meningococco – sierotipi B, A, C, W, Y – il rotavirus e il papillomavirus. La differenza nasce dalla priorità data ai vaccini che, prima dell’introduzione dell’obbligo nel 2017 con la legge Lorenzin, avevano coperture molto basse, ben al di sotto del 95% necessario per l’immunità di gregge che serve a proteggere chi non può essere vaccinato, persone fragili come i neonati che non possono ricevere la prima dose prima del 61° giorno di vita”. 

Secondo i dati aggiornati al 2024, riferiti ai nati del 2021 – si ricorda nel corso del vodcast ‘Aderenza alle vaccinazioni: perché è importante in età pediatrica’- la copertura per l’esavalente è del 94,76%, per il morbillo del 94,64%. A 36 mesi, la copertura del morbillo sale al 95%. “Nonostante siano dati incoraggianti, se guardiamo i nati del 2016, la copertura del morbillo scende all’84,79% – osserva Mazzone – il primo richiamo di difterite, tetano, pertosse e polio è circa all’85%”. Su questi dati, Ricci sottolinea il ruolo della disinformazione. “Non sapere quanto sia rischioso il morbillo, pensare sia una malattia lieve, ignorare l’importanza dell’obbligo vaccinale: tutto questo contribuisce al calo delle coperture – illustra la pediatra – Le fake news minano il rapporto di fiducia tra famiglie e operatori sanitari. Serve – aggiunge – educazione sanitaria fin dall’infanzia”. E “il primo counselor è il pediatra – rimarca Mazzone – L’informazione che passa dal pediatra, di famiglia o ospedaliero, è fondamentale per aiutare le famiglie a fare scelte consapevoli”.  

Esempi virtuosi riportati dagli esperti riguardano le vaccinazioni scolastiche realizzate in Puglia, quelle negli ambulatori pediatrici in Toscana o progetti territoriali come quello della Asl Roma 1, che permette di vaccinare bambini, dai 61 giorni fino all’adolescenza, direttamente dal pediatra. “Non completare il ciclo vaccinale è come lasciare la porta socchiusa a virus e batteri – avverte Mazzone – Fare tutte le dosi, nei tempi giusti, aumenta la protezione individuale, rafforza l’immunità di gregge e protegge i più fragili”. 

In particolare, “l’infezione da meningococco è molto aggressiva e può manifestarsi con sintomi banali, come febbre o mal di testa, ma in poche ore può portare al decesso – spiega Russo – Anche sopravvivendo, i bambini possono riportare sequele gravi e permanenti. Vaccinare contro il ceppo B è fondamentale”. Il pediatra di famiglia “segue il bambino dai primi giorni di vita fino all’adolescenza – afferma Mazzone – Diventa un punto di riferimento per la famiglia, informando, rassicurando e aiutando i genitori a fare scelte consapevoli”. 

A pesare sulla resistenza alla vaccinazione sono anche convinzioni errate come il legame tra vaccini e autismo. “È completamente falso – ribadisce Ricci – Altri falsi miti riguardano la presenza di presunte sostanze tossiche o la convinzione che sia meglio ammalarsi naturalmente. In realtà i vaccini addestrano il sistema immunitario senza rischi significativi”, chiarisce il pediatra. E Mazzone aggiunge che “è importante informare i genitori sugli effetti collaterali possibili, che sono generalmente lievi, e spiegare come completare il ciclo vaccinale possa proteggere il bambino e la comunità”. Il secondo episodio del vodcast con le ‘6 A per crescere bene’, dal titolo ‘Aderenza alle vaccinazioni: perché è importante in età pediatrica’, è disponibile sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com. 

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