Scontri a Torino, parla l'agente aggredito: "Mi hanno spinto giù, ho avuto paura" - Tuttoggi.info

Scontri a Torino, parla l’agente aggredito: “Mi hanno spinto giù, ho avuto paura”

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Scontri a Torino, parla l’agente aggredito: “Mi hanno spinto giù, ho avuto paura”

Lun, 02/02/2026 - 23:03

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(Adnkronos) – “Doveva essere una manifestazione pacifica, invece, è diventata tutt’altro”. E’ quanto dichiara, in un video diffuso dalla polizia, Alessandro Calista, l’agente aggredito, anche a colpi di martello, durante gli scontri a Torino. “Un po’ amareggiato, ma mi sento bene. La manifestazione si è rivelata essere molto violenta, c’è stata una escalation di violenza da parte dei manifestanti nei confronti degli operatori di polizia”. 

 

“Penso che chiunque avrebbe avuto paura, ma con tutti gli addestramenti che facciamo sono riuscito a gestirla al meglio”, aggiunge Calista che ringrazia la squadra. “E’ sempre stata vicina a me, nonostante il video dicesse il contrario, ma smentisco tutto e dico che la squadra era vicina – sottolinea Calista – solamente che gli attacchi dei manifestanti arrivavano da tutte le parti, quindi cercavamo di contenere un po’ il tutto, poi mi sono ritrovato nella ressa, mi hanno spinto giù e, da là è successo quello che è successo”. 

 

In particolare, ringrazia il collega Lorenzo Virgulti: “Mio fratello e angelo custode, mi ha tirato via da tutto il casino e mi ha salvato la vita”. Da parte sua, Virgulti, sempre attraverso un video della polizia, racconta: “Quando ho visto il collega accerchiato e aggredito mi sono subito avvicinato verso di lui e l’ho protetto con lo scudo, come avrebbe fatto qualsiasi altro collega se l’avesse visto prima di me. Infatti, sono arrivato qualche secondo prima degli altri che subito sono arrivati in supporto e tutti insieme, tutta la squadra, abbiamo recuperato il collega dalla zona un po’ più calda, pericolosa per ricongiungerci al resto del contingente che era poco dietro, perché impegnato in altri ingaggi e altri scontri con altre centinaia di manifestanti”. 

 

Intanto dai canali social vicini all’area antagonista arriva una nota in cui si esprime “solidarietà per gli arrestati”, chiedendo che “Angelo e Matteo vengano liberati”. “Il corteo nazionale contro lo sgombero di Askatasuna è stato un successo al di là di tutte le aspettative, capace di far convergere centinaia di realtà e oltre 50.000 persone in una manifestazione a difesa degli spazi sociali, delle pratiche di libertà e contro il governo Meloni”. “Passaggio fondamentale di un percorso nato dallo sgombero di un centro sociale simbolo di resistenza, manifestazione ha dato spazio ai tanti soggetti e alle molte storie che compongono la piazza, permettendoci di sentirci più forti e meno soli, mentre la controparte affila gli artigli e accompagna il Paese verso una deriva autoritaria sempre più esplicita”, prosegue la nota in cui si sottolinea: “Si azzardano paragoni storici ridicoli (gli anni di piombo) per provare a nascondere una verità quasi banale: se la politica chiude spazi, tanti giovani gli spazi decidono di prenderseli”.  

“La manifestazione del 31 gennaio ci dice che non è più tempo di equilibrismi. Con la posta in palio oggi, bisogna scegliere. I 50.000 scesi in piazza il 31 gennaio hanno fatto una proposta politica al Paese. Hanno indicato una strada per rafforzare e allargare l’opposizione sociale all’attuale governo. Costruiamoci in comunità. Moltiplichiamo assemblee e momenti di confronto. Costruiamo piazze in tutto il Paese. Guardiamo al futuro con ottimismo e consapevolezza”, conclude la nota.  

 

 

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