A San Brizio di Spoleto, grazie ai fondi straordinari della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) dell’8xMille Italia 2025, è stato avviato nel pomeriggio di mercoledì 28 gennaio 2026 un nuovo progetto della Caritas diocesana. La casa canonica adiacente la bellissima chiesa romanica è stata riqualificata grazie al progetto “Abitare la speranza” per essere destinata, per un tempo determinato, a nuclei familiari colpiti da sfratti per morosità o da altre situazioni di emergenza che comportano la perdita dell’abitazione e/o situazioni di grave disagio abitativo.
All’inaugurazione, oltre agli abitanti di S. Brizio, erano presenti: l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, il direttore della Caritas diocesana don Edoardo Rossi e il Pievano di S. Brizio don Vito Stramaccia.
Le parole dell’Arcivescovo
«Iniziamo questa inaugurazione dalla chiesa, ossia dalla casa della preghiera, della misericordia, della consolazione e della speranza. Ed è bello che questi gesti dalla Casa del Signore si diffondano poi nel territorio come consolazione per chi nella vita fa più fatica. Questa casa, grazie anche alla vostra firma per l’8×1000 alla Chiesa cattolica, è a disposizione delle famiglie che hanno un’urgenza temporanea di avere un tetto. Grazie a quanti hanno reso possibile tutto ciò e grazie a voi abitanti di S. Brizio: la vostra presenza è un’assunzione di responsabilità comunitaria verso chi è in difficoltà, e questo è molto bello. Questi gesti, semplici e non rumorosi, servono per arrestare l’egoismo, l’indipendenza e la superficialità che dilagano nella nostra società. Il bene è ancora possibile».
Il progetto Abitare la Speranza
Il progetto, dal valore complessivo di 33.400 euro, è stato finanziato per 30.000 euro attraverso i fondi straordinari del CEI 8xmille Italia 2025 e per i restanti 3.400 euro mediante cofinanziamento della Caritas diocesana di Spoleto-Norcia. Le risorse sono state allocate per circa un terzo (9.800 €) nel ripristino della casa canonica di S. Brizio, attraverso interventi di tinteggiatura, trattamenti antimuffa e l’acquisto di una lavatrice e due deumidificatori; mentre la quota di 18.700 euro è stata destinata al sostegno diretto di persone in condizione di vulnerabilità abitativa del territorio diocesano. Sono stati attivati 40 interventi che hanno coperto spese per utenze in distacco, richieste di rateizzazioni, traslochi, canoni di locazione, debiti pregressi e soluzioni temporanee in strutture alberghiere per sfrattati o persone senza dimora.
A San Martino casa per gli ex detenuti
A S. Martino in Trignano un appartamento a disposizione dei detenuti per il reinserimento sociale. «Accanto alla casa di S. Brizio – afferma il direttore della Caritas don Edoardo Rossi – in questi giorni è partito nella casa canonica di S. Martino in Trignano di Spoleto anche un progetto per i detenuti. Come Caritas diocesana abbiamo riqualificato l’appartamento adiacente la chiesa e lo abbiamo destinato ad accogliere ospiti della Casa di Reclusione di Spoleto – uno alla volta – che hanno avuto l’affidamento in prova in casi particolari (art. 94 D.P.R. 309/1990). Il primo detenuto è giunto proprio qualche giorno fa. Il progetto è nato per dare un’opportunità rieducativa e di reinserimento sociale a chi, giunto quasi al termine della pena, è stato riconosciuto un percorso alternativo alla detenzione. La gente della Pievania di S. Giovanni Battista – prosegue don Edoardo – è stata molto generosa, donandoci ad esempio mobili, e nel silenzio sostiene questa iniziativa di carità. Il ragazzo ospite, dal canto suo, si sta già adoperando per aiutare in vari servizi nella Pievania, come ad esempio la pulizia degli spazi esterni».


