Il tanto atteso verdetto sul futuro delle scuole locali è finalmente arrivato. Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Ernesto Pellecchia, in veste di commissario ad acta per l’Umbria (commissariata dal Governo insieme a Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna), ha apposto la firma sul decreto che riscrive l’autonomia degli istituti.
Dal prossimo 1° settembre, la geografia scolastica cambierà volto per razionalizzare dirigenze e uffici, colpendo in particolar modo i due principali centri dell’Alta Umbria, Città di Castello e Gubbio, senza neanche toccare il ternano.
Nel Tifernate ci sarà un “accorpamento” tra direzioni didattiche e istituto “Alighieri-Pascoli”. La manovra darà vita a due nuovi poli comprensivi: il primo nascerà dalla fusione tra le scuole d’infanzia e primarie del Primo Circolo e la sede delle medie di via Collodi, mentre l’altro unirà le scuole del Secondo Circolo con la sede di via Tina (in attesa che il nuovo edificio sorga dalle macerie attuali). Si tratta di un passaggio tecnico che mira centralizzare la gestione amministrativa sotto un solo preside per ciascun blocco.
A Gubbio la riforma assume contorni ancora più articolati per integrare le sedi della “Mastrogiorgio-Nelli” con le realtà didattiche del territorio. Anche qui nasceranno tre nuovi istituti comprensivi. Il polo legato al Primo Circolo “Matteotti” ingloberà la sede di via Perugina, mentre il Secondo Circolo “Aldo Moro” farà squadra con il plesso di Mocaiana. Infine, il Terzo Circolo “San Martino” verrà riunito alle sedi di via Rousseau e Branca.
L’operazione non toccherà la quotidianità degli alunni nelle classi, ma inciderà profondamente sulla struttura burocratica. L’obiettivo del commissario Pellecchia, e di fatto del Governo, è garantire una dirigenza stabile a plessi che, singolarmente, avrebbero rischiato di perdere la propria indipendenza a causa dei nuovi parametri numerici nazionali.
Per le famiglie si apre ora una fase di transizione che porterà, con l’inizio del nuovo anno scolastico a settembre, alla nascita di queste nuove “super-scuole” territoriali. Resta da capire come verranno gestiti i passaggi di consegne tra le attuali segreterie e i nuovi uffici centralizzati…
Cosi l’assessore all’Istruzione della Regione Umbria Fabio Barcaioli, che ha espresso una netta contrarietà riguardo la decisione assunta dal Governo Meloni: “Il Ministro Valditara ha scelto di andare avanti senza ascoltare la Regione colpendo la scuola pubblica nel suo insieme, riducendola a una variabile di bilancio. È una scelta che penalizza studentesse, studenti, famiglie e tutto il personale scolastico, dai docenti al personale Ata. Il risultato è un dimensionamento deciso all’ultimo momento, che a Città di Castello porta alla nascita di due istituti comprensivi tra i più grandi dell’Umbria. Noi intanto aspettiamo l’esito del ricorso del Presidente della Repubblica, che potrebbe avere effetti sulle decisioni assunte”.