Non un semplice protocollo d’intesa, ma un accordo strategico per riscrivere le gerarchie dell’Italia centrale. È questo il senso del vertice svoltosi oggi (23 gennaio) a Monte Santa Maria Tiberina tra la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, e il governatore della Toscana, Eugenio Giani, accompagnati lungo i vicoli del borgo dal sindaco Rinaldo Mancini (nella foto).
Al centro del confronto, un “patto di concretezza” per “l’Italia mediana”, che mira a superare i confini amministrativi su quattro dossier caldi: acqua, trasporti, sanità e cultura.
Emergenza idrica, Montedoglio per salvare il Trasimeno
La novità più rilevante riguarda la gestione delle risorse idriche. I due governatori hanno concordato una governance condivisa della diga di Montedoglio. L’obiettivo è chiaro: ottimizzare le riserve disponibili e garantire il rilascio di flussi idrici vitali per il Lago Trasimeno, da tempo in sofferenza. Una mossa che trasforma l’invaso in un asset strategico interregionale, fondamentale per agricoltura ed equilibrio ambientale di entrambi i territori.
Mobilità, fronte comune per la “Medio Etruria”
Sul tavolo delle infrastrutture, il tema dominante è stato quello dell’Alta Velocità. Giani e Proietti hanno ribadito la necessità della stazione “Medio Etruria”, criticando l’assenza di un confronto reale con il Governo nazionale. “L’Italia funziona sugli assi verticali, ma è l’asse orizzontale a renderla vitale”, ha sottolineato Giani, reclamando un collegamento rapido che consenta ai cittadini umbri e toscani di rompere l’isolamento ferroviario. Si è parlato di Rigutino come punto di partenza, quale “luogo meglio connesso con l’Umbria che serve l’area più popolosa della Toscana”, ma anche di raddoppio degli Intercity nelle stazioni di entrambe le regioni.
Sanità: accordi bilaterali contro il sottofinanziamento
Sul fronte sanitario, la parola d’ordine è ottimizzazione. Di fronte ad un Fondo Sanitario Nazionale ritenuto insufficiente, Proietti ha proposto accordi bilaterali per regolare la mobilità sanitaria tra le due regioni. L’idea è quella di creare un’interconnessione tra le strutture pubbliche dei due enti, gestendo i flussi di pazienti e risorse, in modo da garantire la continuità assistenziale senza pesare eccessivamente sui bilanci dei singoli territori.
Turismo e Cammini: il 2026 all’insegna di Francesco
In vista delle celebrazioni francescane del 2026, il patto prevede l’unificazione dei grandi itinerari spirituali: i percorsi legati a San Francesco si intrecceranno infatti con la Via Francigena. Un’operazione che punta a vendere il brand “Italia Mediana” sui mercati internazionali come un unico distretto culturale, capace di coniugare fede, natura e arte. “Questo patto non è temporaneo”, ha concluso la presidente Proietti, “è l’inizio di un rilancio dell’Italia di mezzo che resta aperta al contributo delle altre regioni limitrofe“.