Si dimette Guido Scorza, componente Garante Privacy - Tuttoggi.info

Si dimette Guido Scorza, componente Garante Privacy

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Si dimette Guido Scorza, componente Garante Privacy

Sab, 17/01/2026 - 20:03

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(Adnkronos) –
Si è dimesso Guido Scorza, componente del Garante della Privacy. ”Ho deciso di fare un passo indietro nell’interesse del garante della Privacy”, ha scritto su Instagram annunciando un video per spiegare le ragioni della scelta. 

 

Nei giorni scorsi sono avvenute perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede del Garante della Privacy nell’ambito di un’indagine della procura di Roma. Nell’inchiesta sono indagati il presidente Pasquale Stanzione e gli altri membri dell’Autorità. I reati che sono ipotizzati nel procedimento, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, sono di peculato e corruzione. 

Secondo quanto si legge nel decreto di perquisizione e sequestro, “i costi di rappresentanza e gestione, a fronte di una spesa marginale nel 2021 (poco superiore a 20 mila euro), avrebbero registrato un incremento significativo a partire dal 2022, raggiungendo nel 2024 circa 400.000 euro annui, a fronte dell’innalzamento del tetto di spesa autorizzato dal Collegio nel 2020 da 3.500 euro a 5.000 euro”. 

Dall’esame “dei bilanci consuntivi acquisiti sul sito istituzionale del Gpdp” emerge “nel periodo 2021 – 2024, un incremento significativo delle voci riconducibili alle spese per organi e incarichi istituzionali dell’Autorità e alle spese di rappresentanza – si legge – Nello specifico, la voce relativa agli organi e incarichi istituzionali registra una crescita progressiva, che nel solo anno 2024 avrebbe raggiunto, passando da circa 851 mila euro nel 2021, l’importo complessivo di 1.247.000 euro, in larga parte riconducibile a rimborsi per viaggi, soggiorni in alberghi di categoria ‘cinque stelle’, cene di rappresentanza, servizi di lavanderia, fino a ricomprendere altresì fitness e cura della persona”. 

“Altra situazione meritevole di approfondimento investigativo concerne le missioni istituzionali all’estero, in particolare quella del G7 di Tokyo (2023), il cui costo ufficialmente comunicato sarebbe stato di 34.000 euro, ma che, secondo fonti interne e documentazione informale, avrebbe superato gli 80.000 euro, di cui 40.000 destinati ai soli voli – si evidenzia nel decreto di 16 pagine – Analoga situazione si sarebbe verificata in occasione delle missioni in Georgia (Batumi) e in Canada. Rileva, in particolare, che alcuni componenti del Collegio abbiano viaggiato in business class, pur in assenza dei presupposti previsti dalla pertinente regolamentazione, ben consapevoli di tale aspetto. E invero, com’è noto, la regolamentazione del regime di viaggio per tutte le Pubbliche Amministrazioni è affidato a una direttiva del Consiglio della Presidenza dei ministri, la quale prevede la possibilità di viaggiare nella più alta classe (business) soltanto qualora il viaggio preveda una durata superiore alle 5 ore, senza alcuna interruzione”. 

Tra le “utilità” contestate dalla procura di Roma ai quattro indagati ci sono alcune tessere “Volare” classe executive, del valore di 6 mila euro ciascuna. In particolare, nel capo d’accusa relativo alla corruzione, si contesta che gli indagati “in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways (nella quale per altro – si legge nel decreto – il responsabile della protezione dei dati era, per gli anni 2022 e 2023, un avvocato membro dello studio legale fondato da Guido Scorza e del quale è tutt’ora partner la moglie di questi), a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere ‘Volare’”. 

 

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