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Al gelo nell’indifferenza: la sede dell’ANPVI, Associazione nazionali privi di vista di Perugia, abbandonata dal Comune

Redazione

Al gelo nell’indifferenza: la sede dell’ANPVI, Associazione nazionali privi di vista di Perugia, abbandonata dal Comune

Mar, 13/01/2026 - 05:55

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Disabili visivi, volontari del servizio civile, lavoratori socialmente utili e volontari costretti a battere i denti mentre l’amministrazione comunale continua a rimandare la manutenzione del riscaldamento

(Perugia) Una storia di disattenzione che si intreccia con l’odissea infinita partita con l’assegnazione della sede per l’ANPVI che ancora non ha trovato soluzione. Ci sono pomeriggi in cui il freddo non è solo una questione di temperatura. È l’amarezza di sentirsi dimenticati, invisibili agli occhi di chi dovrebbe tutelare i più fragili. È la rabbia silenziosa di chi, già costretto a orientarsi in un mondo pensato per altri, deve affrontare anche l’indifferenza delle istituzioni.

Accade nella sede dell’Associazione Nazionale Privi della Vista e Ipovedenti (ANPVI) di Perugia, dove da troppo tempo l’impianto del riscaldamento è “fuori uso” condanna chi frequenta quegli spazi a trascorre pomeriggi invernali trascorsi al gelo. Non stiamo parlando di un circolo ricreativo qualunque, ma di un punto di riferimento essenziale per persone con disabilità visiva, sociale ed economica, per i giovani del servizio civile che vi prestano il loro impegno, per i lavoratori socialmente utili che vi trovano dignità e occupazione, per i volontari che dedicano il loro tempo gratuitamente.


Si può definire come una emergenza ignorata?

Mentre le temperature all’esterno scendono sotto zero, dentro quella sede il termometro indica una realtà impietosa. La manutenzione straordinaria del riscaldamento – di competenza del Comune di Perugia, proprietario dell’immobile – non è ancora stata effettuata, nonostante il guasto fu segnalato sin dallo scorso inverno. Non si tratta di un lusso, ma di un intervento necessario per garantire condizioni minime di vivibilità in uno spazio sociale che dovrebbe essere, oltre che accogliente, quantomai funzionale per chi lo frequenta.


Come si può pretendere che persone con disabilità visiva, già costrette a superare quotidianamente barriere di ogni tipo, debbano anche sopportare il freddo pungente di questi pomeriggi invernali? Come si può accettare che i volontari e i lavoratori socialmente utili siano costretti a operare in condizioni inadeguate, come se il loro impegno non meritasse nemmeno il rispetto di un ambiente riscaldato?


L’odissea della sede: una questione ancora aperta

L’impianto di riscaldamento è solo l’ultimo capitolo di una storia ben più lunga e dolorosa. La vicenda dell’assegnazione della sede dell’ANPVI si trascina da tempo in un limbo burocratico che ha assunto, cosí pare, i contorni di un’autentica beffa. Stando a quanto emerso dalle cronache locali e dai comunicati dell’associazione, la questione dell’individuazione di spazi adeguati per le attività dell’ANPVI di Perugia resta ancora senza una soluzione definitiva.

L’amministrazione comunale ha più volte rinviato decisioni concrete, lasciando l’associazione in una condizione di precarietà che mina la continuità dei servizi offerti. Non si tratta solo di pareti e metri quadri: si tratta di garantire un luogo stabile dove svolgere attività sociali e sportive, percorsi di lavori socialmente utili, volontariato e servizio civile. Attività essenziali che non possono essere erogate in spazi provvisori, inadeguati o – peggio ancora – al gelo.


L’indifferenza può apparire come una violenza psicologica?

C’è qualcosa di profondamente ingiusto in questa situazione. L’assenza di manutenzione, i ritardi burocratici, l’incertezza sul futuro della sede: tutto questo non è semplicemente inefficienza amministrativa. Appare come un messaggio implicito e chiarissimo: le esigenze delle persone con disabilità o disagio possono aspettare, i loro bisogni sono meno urgenti, le loro voci meno ascoltate.


Ma chi frequenta quella sede al freddo non può aspettare. Non può rimandare la propria vita, il proprio diritto all’inclusione, all’azione sociale e al lavoro. Non può accettare che la dignità sia un optional, concesso solo quando non costa troppa fatica a chi governa.


Un appello che non può restare inascoltato: l’ANPVI di Perugia chiede semplicemente ciò che spetta di diritto: una sede adeguata, funzionante, riscaldata. Non è un privilegio, è il minimo sindacale per un’associazione che da decenni rappresenta un pilastro del welfare locale, che a volte sopperisce alle carenze del sistema pubblico di assistenza sociale e che offre uno spazio anche ad altre ad altre realtà associative, come la ESN Perugia e l’ Aciperum.


Il Comune di Perugia deve intervenire immediatamente per ripristinare il riscaldamento e, contestualmente, deve chiudere definitivamente la partita dell’assegnazione della sede. Non si può continuare a trattare i diritti delle persone con disabilità e/o disagio come questioni secondarie, da affrontare quando e se resta tempo.


Perché il freddo, delle giornate invernali, non è solo climatico. È il gelo dell’indifferenza, ed è questo il fattore più difficile da sopportare.


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