“Rivolgiamo un pensiero di gratitudine a papa Leone XIV per aver accettato l’invito a essere con noi per la chiusura di questa nostra Assemblea. Ci predisponiamo ad accogliere la sua parola, occasione preziosa per confermarci nel suo magistero di unità e di pace”. Sono queste la parole con cui il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, ha aperto ieri lavori dell’ottantunesima assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana che si chiuderà dopodomani, giovedì 20 novembre, con l’arrivo di Papa Leone XIV.
L’incontro del Pontefice con i vescovi italiani si terrà alle ore 9.30, nella Basilica papale angelana; per il 267° vescovo di Roma, si tratta della prima visita da Pontefice in Umbria. Anche per questo – mentre nella Basilica di San Francesco è stato affisso lo stemma papale di Leone XIV, definito dai conventuali “un richiamo visibile alla comunione che ci lega a tutta la Chiesa” – si spera che Prevost possa fare capolino anche ad Assisi centro storico.
Oltre a Santa Maria degli Angeli, il Papa si recherà anche sulla tomba di San Francesco (dove l’anno prossimo ci sarà l’ostensione delle sue spoglie mortali), mentre non sono al momento previste visite a Santa Chiara e a Santa Maria Maggiore, dove riposa San Carlo Acutis. E per la prima in Umbria da Pontefice, anche il territorio dell’Archidiocesi di Spoleto – Norcia dovrebbe beneficiare di una visita del Pontefice. Salvo cambi di programma, dopo Assisi infatti Prevost si recherà dalle suore agostiniane di Santa Chiara della Croce a Montefalco; un monastero che il Santo Padre conosce bene, avendolo visitato per ben 10 volte in maniera ufficiale da priore generale degli Agostiniani. Nella città “ringhiera dell’Umbria” c’è grande fermento in queste ore, considerato che Leone XIV è atteso per il pranzo. Difficile, invece, che il Papa possa raggiungere anche Cascia, patria dell’altra grande santa agostiniana, Santa Rita.
Lunedì 17 novembre intanto l’apertura dei lavori della Cei, con i vescovi omaggiati del libro sul Cantico delle Creature da monsignor Sorrentino, autore del volume, e dalla Fondazione Santuario della Spogliazione. Nel suo saluto introduttivo, Zuppi ha sottolineato come “non per caso ci ritroviamo in questi giorni ad Assisi, nella città di san Francesco, alla vigilia dell’VIII centenario della sua morte. La sua lezione di fede e di vita appare sorprendentemente attuale. In un tempo come il nostro, sottoposto a continue e progressive spaccature, san Francesco risalta, con piena legittimità, come l’uomo della pace e della concordia evangelica. Al centro di tutto c’è sempre Cristo. Egli viveva in un tempo dilaniato da lotte e discordie cittadine, quando i centri abitati erano teatro di violenze quasi sempre originatesi all’interno delle mura. In quel contesto difficile, Francesco e i suoi frati hanno annunciato, senza titubanze e senza sosta, la pace che viene da Dio, scongiurando gli animi di non cedere alla violenza distruttrice, spingendo tutti a consigli di pace. E non a caso il primo impegno è quello di ricostruire la Chiesa”.
Oggi, dopo il saluto di Mons. Thibault Verny, Presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, i lavori Cei continueranno nei Gruppi di studio; stasera alle 19.15 a Santa Maria degli Angeli la celebrazione dei Vespri e la preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi presieduta da mons. Ivan Maffeis, vescovo delegato per il Servizio regionale per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili della Conferenza Episcopale Umbra.
(Articolo in aggiornamento)

