"Ottobre mese della tosse, ma non è il freddo che fa ammalare i bimbi". I consigli del pediatra - Tuttoggi.info

“Ottobre mese della tosse, ma non è il freddo che fa ammalare i bimbi”. I consigli del pediatra

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“Ottobre mese della tosse, ma non è il freddo che fa ammalare i bimbi”. I consigli del pediatra

Sab, 04/10/2025 - 20:03

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(Adnkronos) – “Ottobre per i bimbi è il mese della tosse. Perché è il mese in cui si ha una maggiore circolazione di virus parainfluenzali – in questo periodo rappresentano circa il 28% dei casi di infezioni respiratorie – virus che spessissimo hanno questo come sintomo caratteristico, insieme a raffreddore, raucedine e congiuntivite. Per fare un paragone, a novembre la quota di virus parainfluenzali scenderà a circa il 15% dei casi e a dicembre si attesterà più o meno intorno al 18% per poi scendere nella restante parte dell’inverno”. E’ l’analisi del pediatra Italo Farnetani, che rassicura i genitori (“la tosse non deve allarmare”) e puntualizza: “Non è il freddo a far ammalare i bambini, ma il fatto che quando scendono le temperature si tende a stare in ambienti chiusi, con porte e finestre serrate. Ambienti dove è più facile il contagio”. Dunque “niente allarme per l’ondata di freddo che si sta abbattendo sull’Italia. Non saranno le basse temperature ad agire contro la salute dei piccoli. E seguendo alcune semplici regole si possono abbattere i rischi”, evidenzia all’Adnkronos Salute. 

Anche la febbre il più delle volte è un segnale che siamo di fronte alla presenza di un virus. I genitori non si allarmino troppo”. Il primo consiglio? “Cercate di tenere i bambini all’aria aperta, almeno nelle ore centrali della giornata in cui le temperature sono più miti. I parchi pubblici sono una grande risorsa, lontano dai semafori dove si concentra l’inquinamento da traffico nei momenti di ‘stop and go’. Un altro vantaggio è che possono stare insieme ai coetanei immersi nel verde e guadagnare anche importanti occasioni di socializzazione”.  

Quando invece si deve stare in ambienti al chiuso la raccomandazione di Farnetani è di “tenere, anche se è freddo, le finestre aperte almeno 45 minuti al giorno perché l’aria fredda umidifica l’ambiente e facilita l’abbattimento al suolo delle particelle di polvere carichi di agenti infettanti. L’altro insegnamento per affrontare nel modo migliore possibile l’autunno e l’inverno è di lavarsi le mani. La raccomandazione diventata un mantra durante la pandemia di Covid è sempre valida. Le mani vengono spesso sottovalutate come veicolo di infezione e invece sono il principale. Il contagio passa spesso proprio da qui”.  

Sport e freddo possono convivere? “Nessun problema su questo: i bambini devono stare ugualmente fuori e fare attività fisica”, assicura Farnetani.  

Quanto alla tosse, va considerata “un fatto normale. Si dice che un bambino, nei primi 6 anni di vita, può arrivare a tossire complessivamente fino a 100 giorni, che sono quasi tre mesi e mezzo, senza che questo debba allarmare. Il rischio che una brutta tosse sia indicativa di una polmonite ci può essere, ma sarà il medico a fare la diagnosi. Il medico sa quando si deve sospettare questa ipotesi ed è necessario approfondire per avere una conferma radiografica”.  

Consigli pratici per gestire la tosse? “Far bere il bambino – suggerisce il pediatra – perché l’acqua, e in generale i liquidi hanno un’attività mucolitica. Non consiglio sciroppi, e comunque è bene non darli di propria iniziativa ma solo su consiglio del medico. Evitare, poi, anche profumi intensi che potrebbero evocare broncospasmo. Quel che è importante è tenere umidificato l’ambiente, anche mettendo degli asciugamani bagnati sopra il calorifero, nella stanza in cui dorme il bambino, in maniera da evitare che si secchi l’aria e da amplificare l’umidificazione, utile a ‘custodire’ il film che riveste l’apparato respiratorio. Di notte il bambino potrebbe svegliarsi e sentire una sensazione di mancanza d’aria, è una reazione che si lega proprio a un’infiammazione particolare delle prime vie aeree. In queste situazioni, episodi di laringospasmo, si può portare il piccolo in bagno e, aprendo i rubinetti dell’acqua calda, saturare l’aria di vapore acqueo per dargli sollievo”. 


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