La moda italiana e le incognite del dopo-Armani - Tuttoggi.info

La moda italiana e le incognite del dopo-Armani

ItalPress

La moda italiana e le incognite del dopo-Armani

Mar, 09/09/2025 - 18:03

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ROMA (ITALPRESS) – L’uscita di scena di Armani pone l’obbligo di una riflessione sul mondo della moda italiana. Il modello voluto da Re Giorgio per la sua azienda è lontano dalle dinamiche degli ultimi decenni e non soltanto in Italia. Il mondo della moda resta uno dei settori di punta del “Made in Italy” insieme all’alimentare e alla filiera del mobile e arredamento. L’Italia affianca l’eccellenza produttiva a una forte capacità di influenzare le tendenze di settore a livello mondiale. Ma il settore è dominato dalle multinazionali francesi che negli ultimi anni hanno fatto incetta di marchi italiani. Il gruppo Lvmh – a cui fanno capo marchi come Louis Vuitton, Dior, Fendi, Bulgari – ha chiuso il 2024 con 86 miliardi di fatturato e 22 miliardi di utile operativo. Kering, si è fermato a 19,6 miliardi.
Il “fashion” italiano rappresenta ancora la punta luccicante di una filiera industriale in cui, secondo uno studio di Cdp, operano 53.000 aziende con 400.000 occupati.
Nel 2024, però, i dati hanno raccontato di una frenata. Il fatturato totale si è fermato a 97,7 miliardi di euro, in calo del 3,5% rispetto ai 101,3 miliardi dell’anno precedente.
Numeri che fanno male a un Paese che, proprio sulla moda, costruisce l’8-9% del Pil manifatturiero e un export annuo intorno agli 80 miliardi. Gli italiani, però, messi uno accanto all’altro, fanno meno di metà di Lvmh. La differenza non è solo di bilanci: è di potenza di fuoco. Con quei numeri, il gruppo di Bernard Arnault può comprare un marchio italiano come fosse un accessorio da boutique. E infatti, la lista dei gioielli già persi è lunga. Ecco perché Armani era diverso. Non ha mai ceduto. Ha costruito un meccanismo testamentario blindato: un trust familiare che impedisce la vendita della maison. Una diga contro i francesi, i qatarioti e i fondi cinesi. Un’ossessione, più che una clausola: la garanzia che la sua creatura resti italiana. Con lui scompare non solo lo stilista, ma il custode dell’italianità nel lusso.

abr/gtr

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