Giorgio Raggi, il presidente della Coop Centro Italia, si è dimesso ieri dal Cda della Banca Popolare di Spoleto. La notizia, per alcuni aspetti clamorosa, è stata ufficializzata stamani dallo stesso Istituto di credito che in una nota conferma le “dimissioni con effetto immediato dal momento che non esistono le condizioni per realizzare il progetto dell’azionista di minoranza Coop Centro Italia”.
Il documento prosegue poi nel puntualizzare che Raggi detiene “1.493 azioni della Bps S.p.A.”.
Fin qui la nota ufficiale. Ieri, infatti, si è tenuta una riunione fiume cominciata intorno alle 15 e finita a notte fonda. Il presidente Giovanni Antonini, a quanto è dato sapere, avrebbe presentato ai consiglieri il nuovo piano industriale nel quale non è previsto un aumento di capitale, almeno nell’immediato futuro: proprio questa strategia avrebbe quindi convinto Raggi (a destra nella foto) ad uscire dal Consiglio.
Con ogni probabilità la Coop (che detiene il 3,5% ca. del pacchetto Bps) era interessata ad un altro tipo di piano e investimento. Dunque intorno alle 17, il presidente della nota cooperativa ha lasciato l’assemblea salutando affettuosamente gli ormai ex colleghi del CdA.
“La Popolare di Spoleto resterà sempre una banca di riferimento per la nostra azienda” ha detto, confermando così che alla base della decisione non vi è alcun attrito con il resto del consiglio, come qualcuno aveva voluto intravedere, ma solo strategie finanziarie diverse.
Raggi, come si ricorderà, era stato nominato consigliere lo scorso 29 aprile dall’Assemblea dei soci sulla base della lista presentata dai soci di minoranza.
Il Consiglio è poi passato ad affrontare altre tematiche fra cui un documento della Banca d’Italia la cui discussione però, visto il protrarsi dell’incontro terminato dopo la mezzanotte, è stata rinviata alla prossima riunione fissata per il 10 febbraio.
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