di Elisa Panetto
È stata inaugurata nel tardo pomeriggio di ieri, in via Antonio da Sangallo 17/b, nella zona industriale La Paciana, la nuova sede della Confartigianato Imprese di Foligno. Una struttura di 600 metri quadrati articolati in tre piani, rinnovata negli spazi e nei servizi e a disposizione di imprese e dei 1.050 associati quella della Confartigianato territoriale che, oltre a Foligno, comprende Spello, Bevagna, Montefalco, Trevi, Valtopina e Sellano.
È il filmato nazionale dell’organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa, seguito nel corso dell’evento, nonostante qualche problema tecnico, da quello dedicato alla nuova sede (con uno sguardo anche alle vecchie e agli eventi principali del passato), ad aver accolto per primo, nella Sala Riunioni “Augusto Valeri”, in un’“atmosfera” di luci blu, il numeroso pubblico intervenuto all’evento. La gente era davvero così tanta che nella maggior parte è stata costretta al posto in piedi o, addirittura, a rimanere fuori, nella hall della struttura. Tra il pubblico spiccavano Nando Mismetti, sindaco del comune di Foligno, Sandro Vitali, sindaco del comune di Spello, Carla Casciari, vice presidente della regione Umbria, Aldo Amoni, presidente della Confcommercio Imprese per l’Italia – Foligno e Comprensorio, Giuseppe Metelli, presidente della Confindustria Foligno, Alberto Cianetti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Domenico Metelli, presidente dell’Ente Giostra della Quintana e Vincenzo Riommi, l’ex assessore alla sanità della regione Umbria, dimessosi in seguito all’inchiesta denominata “Sanitopoli” (per la quale non è stato indagato).
“Siamo la quarta gamba del tavolo istituzionale ed abbiamo un rapporto collaborativo con tutte le altre associazioni” ha affermato Giovanni Bianchini, presidente di Confartigianato Imprese Foligno. “Questa nuova sede è il massimo che si possa avere da un’associazione rappresentata per tanti anni con orgoglio e passione. Senza capacità, serietà e impegno non saremmo infatti riusciti a fare tanto. La volontà è quella di fare squadra, stare insieme e rapportarsi con le istituzioni e le associazioni. Quello che si scriveva nel nostro giornalino del 1979 non è cambiato: gli artigiani sono ancora bistrattati. Si può avere un futuro più che dignitoso anche con i lavori manuali. Occorre però potenziare gli istituti professionali, avere meno burocrazia, fare un uso credibile delle risorse dedicate all’impresa. C’è inoltre bisogno di unanimità di vedute e alleanze contro la crisi, di remare tutti nella stessa direzione e garantire l’occupazione. I sacrifici devono gravare su tutti con equità”.
“È stato raggiunto un obiettivo straordinario e in questo particolare momento è ancora più importante” ha dichiarato il sindaco Mismetti. “Questa struttura sarà sempre più un punto di riferimento per la città, per i rapporti e per i servizi. Servirà ad affrontare meglio le sfide, ora che dobbiamo avere forza per affrontare i momenti di crisi. I prossimi giorni inizieremo un percorso di concertazione per prepararci alle sfide del 2011: i bilanci non sono quelli di ieri e dobbiamo avere la capacità di dire questa realtà. Ma non vogliamo abbassare la qualità”.
Per Massimo Nocetti, presidente di Confartigianato Imprese regionale “è una bella risposta alle nostre imprese in tempo di crisi, un punto di riferimento per i nostri associati, che deve accompagnare alla crescita. La Confartigianato sta crescendo: è un segnale d’incoraggiamento, dobbiamo andare avanti così”. Secondo Riommi, inoltre, “è un segno di cui il nostro territorio ha bisogno. La Confartigianato ha sempre risposto, inventando il futuro nonostante il presente. L’investimento è stato fatto per avere più servizi. Faccio quindi il mio in bocca lupo: dobbiamo stare insieme nelle cose che contano”.
“Quanti sacrifici sono stati fatti per questo capolavoro” ricorda invece il dottor Sergio Bova. “Quella di stasera è una grande festa ma dobbiamo ricordarci che i mestieri stanno scomparendo, ci sono problemi di lavoro e occorre una rivisitazione totale del modello di economia, che passa per lo sviluppo. Dalla politica passa l’idea dell’arricchimento facile e allora dobbiamo ricominciare a riprendere quei lavori che gli italiani non vogliono fare più, rimettersi in discussione, accompagnare un nuovo processo di sviluppo. Non veniamo da una guerra, non abbiamo fatto grandi sacrifici. Rimbocchiamoci le maniche: meno chiacchiere e più fare. Ora festeggiamo questa nuova e grande sede più uniti e pronti che mai per la sfida della ripresa economica”.
Per il presidente di Confindustria Foligno Metelli, “è una grande opera e con Confartigianato siamo legati da un destino comune. Credo sia giunta l’ora che la politica smetta di fare quello che sta facendo in questo momento: se riuscisse a darsi una calmata potrebbe fare delle scelte per un futuro diverso. Per questo è più conveniente che ci fosse per l’Italia una convergenza di idee, per un futuro migliore e diverso”.
“È veramente una gran bella sede e qui alla Paciana abbiamo il 99,9% dei nostri associati” ha affermato con entusiasmo il presidente di Confcommercio territoriale Amoni. “Noi vendiamo quello che producete voi, anche se a volte volete fare l’uno e l’altro” ha scherzato. “La crisi mi fa prendere il mal di testa. C’è, ma nel nostro territorio non si sente tanto, quindi andiamo avanti tranquilli con quello che c’è da fare”.
Assente il vescovo, è monsignor Giuseppe Chiaretti a benedire la struttura, facendo dono a Bianchini di un crocifisso: “auguro un buon successo con questa iniziativa che deve puntare su persone che lavorino e che non criminalizzino il lavoro manuale. È inutile scandalizzarci sull’immigrazione, certi lavori in Italia non si fanno più”.
Per il vice presidente della regione Casciari “è un bel momento in un momento di difficoltà, che parte da una città che ha già superato momenti difficili, in cui ha mostrato sinergia. Non dobbiamo dunque farci abbattere e nemmeno uscire dall’Europa. La responsabilità di alzarci in piedi è di tutti. Credo quindi molto nelle alleanze e nella rete del lavoro manuale. Dobbiamo fare uno sforzo per essere più forti”.
Le conclusioni sono state affidate a Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato Imprese nazionale: “l’occasione è molto importante, l’iniziativa è piccola ma molto importante per il suo significato: viviamo in un periodo molto complicato in cui il mondo sta cambiando e il nostro paese è molto, troppo, conservatore. Lo dice l’Istat e da questo succede tutto il resto. Dobbiamo avere la capacità di raddoppiare l’impegno e gli sforzi fatti in questi ultimi 20 anni, che sono frutto di una cultura un po’ anglosassone. Ci sono enormi guadagni di pochi e modestissimi guadagni di molti. Questo castello non ha funzionato, è caduto ed è stato un disastro economico totale. Il periodo di questa crisi, arrivato all’improvviso a metà del 2008, sarà lungo e dobbiamo rimboccarci le maniche per guardare al futuro con prospettiva positiva, ritrovando i fondamentali che hanno fatto grande l’Italia. La gente sapeva lavorare e voleva lavorare, poi invece ci hanno fatto credere che si poteva campare bene senza lavorare. Dobbiamo dunque recuperare quei valori che appartengono alle nostre tradizioni ma che sono universali. Nonostante le difficoltà sono ottimista perché il nostro paese è straordinario, è unico al mondo, lo dice il rapporto tra abitanti e impresa. La presenza dello stato non funziona e rende impossibile la vita a chi agisce nel giusto. Di fronte alle difficoltà non dobbiamo lamentarci ma rimboccarci le maniche. Chi lo tiene su questo paese? Questi 4 milioni e mezzo di piccole imprese e qualcuno deve iniziare a sfoltire l’impalcatura di questo stato invadente e ossessivo. Il lavoro va benedetto, toglie tanti pensieri, dove c’è ricchezza c’è libertà”.