Chiedevano il permesso alle ‘Ndrine per furti in Calabria, 7 arresti - Tuttoggi.info

Chiedevano il permesso alle ‘Ndrine per furti in Calabria, 7 arresti

ItalPress

Chiedevano il permesso alle ‘Ndrine per furti in Calabria, 7 arresti

Ven, 19/06/2020 - 10:02

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REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Chiedevano il permesso alle ‘Ndrine per mettere a segno i colpi in Calabria, è quanto hanno scoperto i carabinieri che hanno smantellato una banda specializzata in furti in abitazione, esercizi commerciali e aziende nella Piana di Gioia Tauro. Sette persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Palmi: 5 in carcere e 2 agli arresti domiciliari. Tra gli indagati anche una coppia di rumeni. Tutti devono rispondere a vario titolo dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di plurimi delitti contro il patrimonio, furto aggravato, ricettazione, porto illegale di armi, violazione di domicilio, per aver preso parte ad un gruppo criminale dedito in modo sistematico e professionale ad una serie di furti all’interno di abitazioni ed esercizi commerciali e aziende in Taurianova, Cittanova e Polistena.
L’articolata indagine, convenzionalmente denominata “Banda del Buco” per l’abitudine di praticare vistosi fori in pareti e ostacoli nel compimento dei delitti, è stata avviata dai Carabinieri della Compagnia di Taurianova alla fine del 2017, dopo una serie di furti commessi a distanza ravvicinata a Taurianova, Cittanova e Polistena, e che avevano interessato plurime abitazioni private e aziende, provocando un rilevante allarme sociale. Gli investigatori, nel corso delle indagini, hanno accertato contatti con la locale criminalità organizzata. Usuali erano infatti i colloqui e gli incontri con esponenti della cosca Facchineri e Zagari- Fazzalari, di Cittanova e Taurianova, nei periodi concomitanti ai furti, logicamente riferibili alla necessità di ottenere l’autorizzazione o comunque il permesso di compiere reati predatori nel territorio, sfatando il falso mito che ove le cosche di ‘ndrangheta sono forti, non vengono commessi delitti di criminalità comune.
(ITALPRESS).

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