Con la celebrazione dell'imposizione delle ceneri nella chiesa cattedrale l'arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Riccardo Fontana, ha dato avvio alla Quaresima, periodo centrale della vita cristiana, che conduce alla Pasqua di Resurrezione.
Nell'omelia il presule ha invitato i fedeli ha riscoprire, come proposto dalla Bibbia per l'avvio della Quaresima, la dimensione del cuore. “Nel rapporto con Dio, con gli altri e con noi stessi, ha detto mons. Fontana, abbiamo perso lo spessore. Siamo soliti usare parole vuote, spesso parliamo senza conoscere. E' necessario tornare ad utilizzare il linguaggio del cuore, riscoprire l'essenzialità, accantonare le convenienze e i discorsi inutili. E' il Vangelo – prosegue l'arcivescovo – che ci dà le medicine per far questo: elemosina, preghiera, digiuno”. Nei quaranta giorni che conducono alla Pasqua i cristiani sono chiamati all'elemosina, che non vuol dire compassione, ma passione per gli altri, per chi è in difficoltà. “Dobbiamo commuoverci dinanzi ai bisogni del prossimo”, ha affermato Fontana. I fedeli di Spoleto-Norcia nelle cinque domeniche di Quaresima sono chiamati a dei gesti concreti di solidarietà. Ad ogni forania dell'arcidiocesi è stato assegnato il sostegno, mediante le offerte domenicali, di un'attività della Caritas: la Mensa della Misericordia, la Casa Famiglia per diversamente abili Oami di Baiano, l'aiuto alle famiglie dei detenuti del Supercarcere di Spoleto, la costruenda casa per malati di Alzheimer di Montefalco, le missioni in Georgia e Brasile, la Casa per disabili S. Agostino di Norcia, le strutture dell'infanzia della Caritas, la vicinanza al Centro di Solidarietà “don Guerrino Rota”.
Al termine della celebrazione, animata nel canto dai giovani della prima unità pastorale di Spoleto, l'arcivescovo ha annunciato, così come gli altri presuli dell'Umbria, una grande colletta regionale (che si terrà domenica 29 novembre) per costituire un fondo da destinare alle difficoltà che la gente umbra sta vivendo, causate dall'attuale crisi economico-finanziaria.