CASO SANTO CHIODO. IL RISCHIO DI UN LEGAME TRA INQUINAMENTO AMBIENTALE E MALATTIE NEL CONVEGNO DELL'AVIS (FOTO) - Tuttoggi.info

CASO SANTO CHIODO. IL RISCHIO DI UN LEGAME TRA INQUINAMENTO AMBIENTALE E MALATTIE NEL CONVEGNO DELL'AVIS (FOTO)

Redazione

CASO SANTO CHIODO. IL RISCHIO DI UN LEGAME TRA INQUINAMENTO AMBIENTALE E MALATTIE NEL CONVEGNO DELL'AVIS (FOTO)

Sab, 15/11/2008 - 18:58

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Leucemie ed altre malattie: l'influenza dell'ambiente. Questo il tema del convegno promosso dall'Avis per discutere con i cittadini e le istituzioni competenti del “caso” di Santo Chiodo. L'incontro, che si è tenuto questa mattina al Chiostro di San Nicolò, ha raccolto figure di rilievo del mondo medico e della ricerca ambientale, come il professor Vincenzo Romano Spica, massimo esperto nazionale sulle malattie legate a fenomeni ambientali, Luca Sapori, direttore sanitario dell'ospedale di Spoleto, Alberto Micheli, direttore del dipartimento Arpa della provincia di Perugia, e Nicola Palmieri, consulente dell'università di Perugia.

Dopo anni di polemiche da parte degli abitanti di Santo Chiodo per i frequenti casi di leucemia e Alzheimer riscontrati di recente, una prima risposta pubblica alle preoccupazioni dei residenti su un possibile legame tra l'inquinamento della zona e l'incidenza sulla salute dell'uomo è arrivata. Una preoccupazione che, come sottolineato il sindaco Brunini, presente al convegno, non deve produrre allarmismi, “perché – ha detto – sarà compito dell'amministrazione fare il possibile per effettuare monitoraggi costanti che rassicurino i cittadini sulle condizioni dell'ambiente in cui si trovano e sul loro stato di salute”. Più che di psicosi i residenti dell'area industriale parlano di una realtà critica che intendono portare all'attenzione pubblica attraverso una petizione tuttora in corso.

I risultati delle ricerche illustrate nel corso del convegno, infatti, sembrano mostrare un quadro piuttosto contraddittorio. Mentre infatti dagli ultimi dati raccolti dall'Arpa emerge che i fattori inquinanti emessi dalle attività industriali della zona siano in linea con la normativa nazionale, quelli relativi al biomonitoraggio con le api condotto nel biennio 2003-2004 presentano dei risultati meno confortanti. Molti sarebbero, infatti, i valori al di sopra della soglia di tollerabilità per l'uomo nel periodo in esame, come alluminio, cadmio, ferro, cromo, mercurio, nichel, rame e vanadio. Con picchi di concentrazione nelle località di Sant'Angelo, Colle Capezzano e San Martino in Trignano.

Lo studio fotografa dunque una qualità dell'aria bassa e poco salubre, “che – come ha commentato Nicola Palmieri, consulente dell'università di Perugia coinvolto nell'indagine – rischia di indebolire la salute umana se in presenza di un'esposizione continua nel tempo”. La richiesta di un monitoraggio sanitario e ambientale della zona di Santo Chiodo espressa dai residenti vuole quindi essere anche una risposta alla difficoltà di stabilire un nesso causale tra ambiente e impatto sulla salute dell'uomo. Visto che ad oggi, ha spiegato il direttore sanitario dell'Ospedale di Spoleto, il dottor Luca Sapori, “non esiste ancora uno studio mirato che possa provare la correlazione diretta tra lo stato di salute della popolazione di Santo Chiodo e fattori a rischio come l'inquinamento ambientale. Per quanto molte ricerche svolte in altre parti del mondo abbiano evidenziato che l'esposizione a fattori inquinanti, come ad esempio il traffico, incida sull'insorgere di malattie polmonari o cardio-vascolari, la malattia è frutto di un'interazione complessa tra fattori ambientali e comportamentali e componente genetica”.

(Lucia Riccetti)

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