MARCELLI (PD) PRENDE LE DISTANZE DA DI MARCO. "RAPPORTI DI FORZA RESTANO GLI STESSI. IL SONDAGGIO? L'HO VOLUTO IO, E' INDISPENSABILE" - Tuttoggi.info

MARCELLI (PD) PRENDE LE DISTANZE DA DI MARCO. “RAPPORTI DI FORZA RESTANO GLI STESSI. IL SONDAGGIO? L'HO VOLUTO IO, E' INDISPENSABILE”

Redazione

MARCELLI (PD) PRENDE LE DISTANZE DA DI MARCO. “RAPPORTI DI FORZA RESTANO GLI STESSI. IL SONDAGGIO? L'HO VOLUTO IO, E' INDISPENSABILE”

Gio, 23/10/2008 - 17:10

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Dopo dieci anni da capogruppo dei Ds Amedeo Marcelli lascia l'incarico per quello di vicecapogruppo del Pd, la cui costituzione è stata formalizzata giusto ieri. Non è tanto la costituzione del nuovo gruppo a portare l'ex leader della quercia a parlare, quanto, pare di intuire, certe dichiarazioni rilasciate dal neo capogruppo Franco Di Marco che lo hanno spinto a fare dei 'necessari' distinguo e altrettante puntualizzazioni. Certo per comprendere il 'messaggio' di Marcelli è necessario dotarsi del “vocabolario del buon politico” perchè per tutto l'incontro è stato fin troppo attento a non alzare il tiro, a non sbilanciarsi. Mandando frecciatine comprensibili solo agli 'addetti ai lavori'.

“Ieri formalmente abbiamo dato l'annuncio della costituzione del gruppo unico – spiega Marcelli – dopo un periodo di tempo piuttosto lungo”. “Come tutte le legislature – evidenzia Marcelli – anche in questa c'è stato chi è stato eletto in gruppi e poi ha ritenuto opportuno emigrare in altri lidi. Castellana, Lisci e Colangeli nel partito socialista, Calandri che è rimasto nella Margherita. Per quanto mi riguarda non ho nulla da recriminarmi: ho cercato di fare sempre gli interessi della collettività, tenendo insieme il gruppo, la giunta, il sindaco. Ho insomma svolto il ruolo importante che spetta al capogruppo, cercando di tenere insieme tutti per far funzionare al meglio l'amministrazione e per far sì che si potesse attuare il programma con cui questa amministrazione aveva vinto le elezioni”. Inutile dire che se si potesse dare un voto, Marcelli si darebbe un bel 10, così da far pendant con gli anni di amministrazione.

Parlando del sindaco, l'ex capogruppo Ds gli riconosce un grande merito: quello di “aver ridato a questa città l'orgoglio di appartenenza, rivendicando a livello politico ruoli e collaborazioni con il resto della regione”. Non solo primo cittadino e giunta, comunque, hanno svolto un ruolo importante in questi ultimi 10 anni secondo Marcelli, “ma anche l'intero gruppo consiliare. Non può bastare infatti un solo uomo a determinare le sorti della città”.

Poi torna a parlare del neo gruppo del Pd, nel quale sono confluiti Margherita e Ds. “Per quanto riguarda la problematica dell'assemblaggio del gruppo – prosegue Amedeo Marcelli, attingendo dalla terminologia della lotta metalmeccanica – va ricordato che i consiglieri sono stati eletti sotto i rispettivi simboli e partiti che oggi si ritrovano nel Pd. I rapporti di forza e gli equilibri all'interno del nuovo gruppo, comunque, vengono da lontano e rimangono quelli delle elezioni del 1999 e del 2004”. Come a dire che l'area Diesse, a dispetto delle due defezioni, resta comunque maggioritaria rispetto alla Margherita.

“Come vicecapogruppo mi adopererò perché ci sia la massima collaborazione da parte di tutti per poter portare a termine questa legislatura. Con Di Marco, tra l'altro, non ho avuto mai problemi e siamo pronti a collaborare l'uno con l'altro”. Nessun problema nemmeno con Massimo Alimenti, il consigliere che un paio di anni fa fu nominato speaker unico dei due gruppi confederati. Che Alimenti aderisse al piddì lo si sapeva, ma Marcelli tiene a precisarlo spazzando via così le illazioni di certa stampa. “Non c'è alcun dubbio che Massimo è nel Pd” dice l'ex capogruppo diesse. E per conquistare la fiducia del cronista alza il telefono e chiama il collega consigliere. “Non c'era bisogno nemmeno che mi chiamassi per avere la risposta” risponde Alimenti dall'altro capo del telefono.

“D'altra parte il lavoro della segreteria del Partito democratico in questi mesi è stato intenso, con l'obiettivo di unire tutti – continua Marcelli – grande merito va dato al segretario Dante Andrea Rossi che sta mettendo un grande impegno per gestire unitariamente il partito. Ha una grandissima dote nel saper mediare tra le parti: altri non sarebbero stati sicuramente così costanti e pazienti nel tenere insieme le varie anime e posizioni che esistono all'interno di un partito nuovo e complesso come il nostro”.

Inutile dire che tra le due anime del Pd negli ultimi tempi c'è stata più di qualche frizione. Motivo di scontro il sondaggio realizzato tra le famiglie spoletine sul futuro candidato a sindaco e sul giudizio di questi 10 anni di Giunta Brunini. “L'ho voluto io per primo quel sondaggio – annuncia Marcelli – e poi ne ho parlato con la segreteria, che lo ha accettato”.

Nessun commento sui risultati relativi alle preferenze degli spoletini sul candidato a sindaco, “per non dare vantaggi al centrodestra, ma presto verranno resi noti quelli relativi alla percezione della città e di quanto fatto dall'amministrazione dal 1999 ad oggi”. Marcelli non lo dice ma fra poco, alle 18, i dati saranno finalmente ufficializzati ai componenti della segreteria.

“E' un'indagine conoscitiva come tante se ne fanno in qualunque settore – dice Marcelli – e alcuni dati verranno consegnati al Comune di Spoleto e rimarranno patrimonio della collettività. L'avevamo concordata già 6-7 mesi fa. Tra l'altro -racconta – fu proprio grazie ad un sondaggio che 10 anni fa fu candidato Massimo Brunini, il cui consenso lo ha portato a bissare il mandato”.

“Anche in questo ultimo sondaggio – evidenzia Marcelli – emergono dati interessanti su chi possa guidare la città. Auspico che sia una persona con un'esperienza acquisita sul campo, e che con questa possa proseguire l'esperienza di questi dieci anni di amministrazione Brunini”. Troppe volte nella dialettica di Marcelli risuona il numero '10', a conferma che l'area diesse che rappresenta Marcelli vuole mettere in campo quale candidato Giancarlo Cintioli, che per i primi 6 anni è stato assessore della Giunta Brunini. D'altra parte che la partita nel Pd per le prossime amministrative se la giochino Cintioli e Daniele Benedetti è ormai più che risaputo.

“Ovviamente l'ultima parola l'avranno le primarie – conclude Marcelli – dalla quale emergerà il candidato unico. Il sondaggio, però, ha un importante funzione, è uno strumento utile ed indispensabile per capire veramente cosa pensano i cittadini e quello che abbiamo costruito fino ad oggi in questa città”.


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